Amazon, multa di 300mila euro da Agcom: fa il "postino" senza permesso

Multa da 300mila euro ad Amazon

Amazon multata per attività postale senza permesso

In realtà nel mirino ci sono le società del colosso di ecommerce che operano in Italia (Amazon Italia Transport per 100mila euro, Amazon Italia Logistica per 50mila euro) e quelle che operano in Lussemburgo (Amazon Eu per 150mila euro), e che svolgono attività di consegna senza la prevista autorizzazione. La sanzione riguarda Amazon Italia Logistica, Amazon Italia Transport, Amazon Italia Service, Amazon Europe Core e Amazon Ue, che fanno tutte capo al gruppo di Seattle.

Le aziende avranno trenta giorni di tempo dalla notifica del provvedimento per pagare la sanzioni e dieci giorni dal versamento per regolarizzare la propria posizione e inviarne copia ad Agcom.

Consegna i pacchi, ma non ha il permesso. Lo comunica l'authority, sottolineando che è stata decisa "la sanzione massima prevista dalla legge in caso di operatività senza titolo autorizzativo". "Attraverso l'analisi di mercato, l'Autorità valuterà in che modo le piattaforme di vendita online e le nuove imprese di coordinamento logistico siano in grado di influenzare le dinamiche competitive e i modelli tradizionali di impresa del mercato dei servizi di consegna dei pacchi e per questa via possano avere effetti anche sulla regolamentazione attuale e futura", ha spiegato Nicita.

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Ne dà notizia l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera , esprimendo il cordoglio della Regione. Un uomo di 89 anni è morto per un infarto la cui concausa è la legionella .


L'attività richiesta consiste nel prelevare i pacchi da un magazzino Amazon, traportarli e consegnarli e la procedura per diventare "Corriere per Amazon" è estremamente semplificata.

"Consideriamo importante la cooperazione con le autorità e ci impegniamo affinché tutte le osservazioni che ci vengono rivolte siano affrontate il più rapidamente possibile", commenta Amazon in una nota. Abbiamo pertanto esaminato attentamente i riscontri presentati dall'Agcom, fornendo una risposta puntuale a ciascuno di essi. "La consegna di un invio in un luogo diverso dall'indirizzo del destinatario (che dovrà poi provvedere al ritiro) è modalità di recapito da tempo utilizzata nel settore postale ed è sempre stata qualificata come attività postale" conclude l'Agcom.

L'azienda di Seattle, da parte sua, si difende e si dice disponibile a fornire ulteriori informazioni sui servizi posti in essere e divenuti oggetto della contestazione.

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