Mps torna all'utile e prosegue con la pulizia di bilancio

Il risultato del 2Q18 si pone in crescita rispetto al trimestre precedente grazie soprattutto agli effetti positivi legati alla riduzione del costo del funding e alla contabilizzazione degli interessi sulle notes derivanti dall'operazione di cartolarizzazione.

Mps chiude i primi sei mesi dell'anno con un utile consolidato di 289 milioni di euro, a fronte di una perdita di 3,243 milioni nello stesso periodo del 2017. Tornando ai numeri resi noti oggi, gli impieghi alla clientela sono aumentati di 1,4 miliardi. Secondo gli operatori infatti, la banca ha risentito dell'adeguamento ai valori di mercato dei titoli di Stato che l'istituto ha in portafoglio. Sempre alla fine del primo semestre 2018, il margine di interesse di Monte dei Paschi è sceso del 3,7% a 870 milioni di euro a causa della dinamica negativa degli attivi fruttiferi e in particolare degli impieghi commerciali (contrazione dei volumi medi e calo dei relativi rendimenti). Al 30 giugno, l'esposizione netta delle sofferenze si è ridotta di circa 4,7 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2017 e di circa 4,1 miliardi di euro rispetto al 31 marzo 2018. Intanto, ha spiegato la banca, è "in corso la vendita fino ad un massimo di 3,7 miliardi di euro di sofferenze leasing e small ticket (rispetto agli obiettivi 2018 di 2,6 miliardi di euro del Piano di Ristrutturazione) con chiusura prevista entro l'anno".

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A pesare sul titolo, che era arrivato in mattinata a cedere l'8% toccando un minimo intraday di 2,25 euro, è l'ulteriore allargamento dello spread Btp-Bund, al momento attorno a quota 2,55% ma in apertura di giornata salito sino al 2,7%. "Conciliare questi due aspetti non è stato e non è facile". Sulla cessione dei crediti deteriorati "abbiamo superato quelle che erano le nostre aspettative, i nostri target interni e quanto negoziato con la Commissione" europea, aggiunge Morelli.

L'obiettivo, annuncia l'amministratore delegato di Montepaschi, è di "anticipare il target al 2021. Considerando la velocità a cui stiamo procedendo con la cessione delle sofferenze, prevediamo di raggiungere un rapporto npe (il rapporto tra crediti deteriorati e il totale dei crediti erogati, ndr) del 10%". Nella conference a commento dei risultati trimestrali il management ha poi detto di attendersi anche per i prossimi trimestri utili pre-accantonamenti in area 250-300 milioni a trimestre.

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