Il commento di Di Maio su Foodora che lascia l'Italia

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Gli operatori in questo mercato in Italia sono qualche decina e li ho incontrati e sentiti tutti.

In Italia, Francia e Olanda il servizio di consegna di Foodora proseguirà di pari passo con la ricerca di un nuovo acquirente. Il governo ha ingaggiato le piattaforme di food delivery in una trattativa che dovrebbe condurre ad una regolazione più stringente sul piano delle tutele.

Foodora aveva avvertito che, se si fossero realizzate le anticipazioni del decreto Dignità in tema di regolamentazione del settore, sarebbe stata costretta a lasciare l'Italia. La società tedesca di food delivery vuole puntare su mercati in maggiore crescita e che garantiscono migliori condizioni di sviluppo. Polemiche che sembravano essersi attenuate a luglio, dopo la pubblicazione di una Carta dei Valori sottoscritta dalle principali aziende di Food Delivery italiane in base alle indicazioni del ministro e capo politico dei 5 Stelle. Mentre la parte sui rider è stata eliminata dal decreto dignità, approvato ieri alla Camera. Ciò desta l'interesse di diversi compratori, come Deliveroo e Glovo che, in questo modo, potrebbero consolidare il proprio mercato in Italia.

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Il rapporto vede "buone prospettive a breve termine", e ribadisce che "i fondamentali di crescita restano solidi". I settori con più crescita tendenziale sono: attività estrattiva (+12,5%) e produzione farmaci (+11,8%).


"La strategia di Delivery Hero - spiega il co-fondatore di Foodora, Emanuel Pallua -, è quella di operare in modo economicamente efficiente, con focus su crescita e posizione di leadership in tutti i mercati in cui opera". Delivery Hero, che ha sede a Berlino, vuole concentrarsi su mercati più redditizi: uno degli obiettivi è il mercato tedesco, dove Foodora aumenterà gli investimenti per battere il rivale olandese Takeaway.com. E "in Italia questo obiettivo è ora difficile da raggiungere con investimenti ragionevoli". A differenza del servizio australiano, che chiuderà il prossimo 20 agosto.

"Per quanto riguarda l'Italia, siamo consapevoli dei risultati raggiunti finora per cui stiamo valutando possibili acquirenti".

"Come primo atto da ministro - ricorda Di Maio - ho subito incontrato i riders e con loro abbiamo portato avanti un tavolo con i loro datori di lavoro, ossia le piattaforme digitali che si occupano di fare le consegne a domicilio". E il titolo ha perso fino all'8% alla Borsa di Francoforte. La vendita di Foodora non riguarderà il marchio e la base rider, ma soltanto la base clienti e i contratti con i ristoranti Foodora. "La nostra principale priorità è assicurare un futuro di successo anche con una nuova proprietà".

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