Strage Marcinelle, Moavero: siamo stati emigranti, bisogna ricordarlo

Il ministro degli Affari esteri Enzo Moavero Milanesi

Il ministro degli Affari esteri Enzo Moavero Milanesi

Le sue parole dignitose non sono piaciute al Carroccio che ha reagito con i capigruppo Molinari e Romeo: "Paragonare gli italiani che sono emigrati nel mondo, a cui nessuno regalava niente nè pagava pranzi e cene in albergo, ai clandestini che arrivano oggi in Italia è poco rispettoso della verità, della storia e del buon senso".

Le parole di Enzo Moavero sulla tragedia di Marcinelle, con le quali il ministro degli esteri ha paragonato i milioni di italiani emigrati all'estero per trovare lavoro con i migranti che quotidianamente sbarcano nel nostro paese, hanno sollevato dure polemiche da parte della Lega che ha visto nell'intervento del ministro un attacco alla Politica anti-migranti del ministro Matteo Salvini. "Riflettendo sul lavoro non possiamo non rievocare i tanti italiani che lasciarono le terre natie cercando all'estero un futuro migliore per se e per i propri figli, spesso affrontando viaggi incerti e pericolosi, condizioni impervie di vita". Riconosciamo, con convinto rispetto, il loro inestimabile contributo alla storia d'Italia e dei luoghi dove si recarono. "Siamo stati, fino ai primi anni sessanta del ventesimo secolo, appena ieri, una nazione di emigranti nel mondo. Partivamo, sovente con grandi disagi, alla volta di quegli stessi Stati europei (Belgio, Francia, Germania e altri) nei quali adesso possiamo andare a lavorare: cittadini dell'Unione Europea, fra altri cittadini della medesima Unione Europea, con analoghi diritti e doveri - insiste il ministro - Ecco, la libertà di circolazione dei lavoratori rappresenta un oggettivo, nodale risultato positivo dell'integrazione del 'vecchio continente'". Anche in Europa, siamo andati stranieri, in paesi stranieri, cercando lavoro.

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Il mio obiettivo è fare un concorso straordinario per gli ispettori del lavoro perché servono piu' ispettori. Non godono dei diritti garantiti da un regolare contratto e dalla legge, come periodi di ferie o malattia.


"Lo siamo stati anche noi". Le arricchirono con la loro opera, intellettuale e manuale. Il ministro ha ribadito che la questione va esaminata a livello Ue, "sapendo che i migranti che scappano dalla guerra o ai regimi liberticidi dobbiamo accoglierli, ma deve essere l'Europa ad accoglierli". "Tutti ce lo riconoscono e in alcuni paesi - pensiamo proprio al Belgio di Marcinelle - sono ascesi anche ai massimi livelli delle responsabilita' di governo".

L'intervento non è piaciuto nemmeno a Fratelli d'Italia: "Gli Italiani che emigrarono hanno portato lavoro e qualità e chi ci ha ospitato ha preteso che rispettassimo fino all'ultima regola, perseguitando correttamente chi non lo fece", ha dichiarato il capogruppo Fdi alla Camera Francesco Lollobrigida.

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