Turchia, Erdogan avverte Trump: "Senza rispetto, partnership in pericolo"

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Piazza Affari

I primi a essere stati colpiti sono i mercati emergenti: il rand sudafricano, il peso argentino e il rublo russo hanno perso tra l'1,5 e il 3,5 per cento.

(Teleborsa) - Nuovo avvertimento del Presidente turco Recep Tayyp Erdogan agli Stati Uniti: "Basta con la tendenza all'unilateralismo e alla mancanza di rispetto o saremo costretti a cercare nuovi amici e alleati". Ma così non è stato: la banca centrale turca ha confermato anche a luglio tassi ai minimi storici. La preoccupazione dei governi europei è anche che la crisi porti Erdogan a ripensare agli accordi sull'immigrazione, che hanno diminuito drasticamente il flusso di migranti che arrivano in Europa passando per la Turchia.

Ciò senza elencare le perdite accumulate dalle borse europee, particolarmente esposte per la prossimità economica e territoriale alla Turchia e per le interrelazioni societarie (imprese e banche) ed anche da Wall Street, che ha risentito del rischio "contagio" delle politiche protezionistiche di Trump. Oltre al crollo della lira turca, preoccupa che i creditori locali non si siano protetti dalle oscillazioni e siano in difficoltà dal restituire i prestiti sottoscritti in valuta estera. La moneta ha registrato un calo di quasi il 10% nel corso della giornata.

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All'indomani dell'annuncio da parte Donald Trump di voler raddoppiare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dalla Turchia, in un momento in cui la lira turca sta precipitando al minimo storico nei confronti del dollaro, Erdogan ha voluto ricordare che "negli ultimi sei decenni la Turchia e gli Stati Uniti sono stati partner strategici e alleati della Nato". Secondo l'agenzia di stampa statale Anadolu, come riporta Bloomberg sul suo sito, il presidente ha affermato: "Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo il nostro popolo, i nostri diritti, il nostro Allah". Secondo il quotidiano, la situazione non sarebbe ancora critica ma viene monitorata da vicino.

L'accentramento di potere su Erdogan è però principalmente un motivo di sfiducia per gli investitori: perché Albayrak non ha particolari esperienze economiche e non è conosciuto a livello internazionale, e perché si sospetta che Erdogan sia ormai incapace di ammettere di aver sbagliato, e abbia finito con il credere alle bizzarre teorie del complotto internazionale che il suo stesso entourage ha fabbricato, senza curarsi delle conseguenze per il paese.

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