L'appello: "Governi Ue trovino porto sicuro per Aquarius"

Lunedì Salvini ha scritto che la nave Aquarius è di "proprietà tedesca, noleggiata da Ong francese, equipaggio straniero, in acque maltesi, battendo bandiera di Gibilterra". "Le politiche che mirano a impedire a tutti i costi alle persone di raggiungere l'Europa si traducono in maggiori sofferenze e anche in viaggi più rischiosi per persone che sono già molto vulnerabili", ha aggiunto Vimard secondo il quale il centro di coordinamento libico non avrebbe informato l'Aquarius della presenza di imbarcazioni in pericolo di cui era invece a conoscenza sebbene la nave fosse nelle vicinanze e pronta a soccorrere. E' quanto si legge sull'account Twitter di Sos Mediterranee, che insieme a Medici Senza Frontiere chiede "ai governi europei di assegnare un luogo sicuro di sbarco più vicino in conformità con il diritto marittimo internazionale, in modo che le persone salvate in mare possano essere sbarcate e la Aquarius possa urgentemente continuare a prestare la necessaria assistenza umanitaria". "L'Ong Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi". In realtà l'indicazione di un "porto sicuro" non dipende da nessuna delle cose elencate da Salvini e Toninelli. Le condizioni di salute delle persone soccorse sono stabili al momento, ma molti sono estremamente deboli e denutriti.

Durante entrambe le operazioni di salvataggio, la nave ha informato i Centri Nazionali di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) di Italia, Malta e Tunisia, oltre a quello libico, che ha risposto che non avrebbe assegnato un luogo sicuro di sbarco e ha ordinato alla nave di rivolgersi ad altre autorità competenti. I 141 migranti a bordo dell'imbarcazione spesso protagonista nelle ultime settimane, sono stati tratti in salvo in due distinte operazioni lo scorso venerdì. Sembra che sia a rischio il principio stesso di fornire assistenza alle persone in pericolo in mare.

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In caso di rapporto di lavoro a tempo pieno, rimane confermata la formula già indicata nel messaggio n. 16866 del 28/6/2007. Quanto suddetto è possibile anche a capienza di mesi interi e indipendentemente dalla durata del congedo straordinario .


Nel frattempo, Aloys Vimard, coordinatore di Msf a bordo della nave, ha denunciato quella che rischia di diventare una pratica frequente in mare aperto: "Le persone salvate a bordo hanno dichiarato ai nostri team di aver incrociato cinque diverse navi che non hanno offerto loro alcuna assistenza, prima di essere soccorse dall'Aquarius. Le navi potrebbero non essere disposte a rispondere a coloro che sono in difficoltà a causa dell'alto rischio di rimanere bloccate e di vedersi negare un luogo sicuro di sbarco".

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