Mamma "no vax" si vanta di aver falsificato il certificato sui vaccini

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Mamma "no vax" si vanta di aver falsificato il certificato sui vaccini

Una mamma no vax si è vantata su Facebook di aver falsificato i certificati sui vaccini della figlia, ingannando la scuola materna sull'obbligo di copertura, così la paritaria "Maria Bambina" di Esine nel Bresciano ha deciso di denunciarla. La madre continuava a temporeggiare, sostenendo di aver fatto richiesta alla Asl per avere il documento. I dirigenti scolastici, dopo aver esaminato la situazione, avrebbero quindi deciso di denunciare il caso ai carabinieri. Anche se il dialogo che la pagina dell'asilo e il profilo della mamma sono stati cancellati, i messaggi sono stati salvati e condivisi dal gruppo "No alle pseudoscienze" che ha segnalato tutto alle autorità competenti. "Ti è rimasto un foglio mandato dall'Asl con le vaccinazioni che devi fare? - ha scritto sul post consigliando alle altre mamme come truffare l'istituto -. Mi sono fatta furba così". "Ecco io ho fatto così" scriveva la signora di Esine nel bresciano, spiegando come aveva cambiato le date del certificato vaccinale della figlia per la scuola materna.

Londra, auto contro barriere del Parlamento
Alcune persone che si trovavano nella zona del Parlamento (che attualmente è chiuso per la pausa estiva) sarebbero rimaste ferite. Dalle immagini diffuse sui media si tratta di un nero che indossava una camicia ed un giaccone con il cappuccio.


La conversazione, purtroppo per lei, non è passata inosservata: immediatamente l'asilo ha comunicato di aver preso in mano la situazione dando avvio alle verifiche del caso, per il bene dei bambini e delle loro famiglie. Nel frattempo però la confusione generata ha attirato anche la voglia di fare i furbetti, secondi quanto scoperto dalla Regione Lombardia. "La nostra priorità è tutelare i bambini iscritti". Secondo Beccalossi, l'episodio dimostra "che affidarsi all'autocertificazione da parte dei genitori, peraltro senza controlli, sia davvero una follia, oltre che un vero pericolo per i bambini, specie per quelli con problemi immunitari". Le conseguenze sono prevedibili: il passaparola ha scatenato un vero e proprio putiferio visto che la storiella è arrivata fino alle istituzioni regionali, provocando un'interrogazione della consigliera Viviana Beccalossi.

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