Neonato ucciso da batterio killer a Brescia: l’infezione contratta in ospedale

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Restano sotto controllo e sono in fase di guarigione i sei neonati ancora ricoverati agli Spedali civili di Brescia e risultati positivi al batterio serratia marcescens (COS'È), che ha causato la morte di un bimbo nato prematuro a fine giugno che lo ha contratto all'interno dell'ospedale. A causare l'infezione, la cui notizia è stata riportata dalla testata "Bresciaoggi", sarebbe stato il batterio serratia marcescens, una specie che colpisce in prevalenza le persone che si ricoverano negli ospedali e che, in persone immunodepresse, può causare gravi sintomi. Dopo il decesso, il reparto è stato visitato dai carabinieri del Nas: i militari hanno acquisito documentazione e fatto i primi accertamenti sul personale entrato in contatto con il bambino, per capire se il batterio è stato portato da esterni. Secondo quanto affermano i microbiologi, sta sviluppando particolari forme di resistenza agli antibiotici (leggi anche: Neonato muore in ospedale a Brescia per un batterio). Si tratta di un importante agente patogeno che spesso diventa fonte di focolai di infezioni ospedaliere sia negli adulti che in pazienti pediatrici. Tutta l'equipe medica del reparto di terapia intensiva neonatale degli Spedali Civili di Brescia è stata iscritta nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo. Lo ha dichiarato l'assessore al welfare lombardo Giulio Gallera che ha sentito il Direttore Generale dell'ASST Spedali Civili di Brescia Ezio Belleri.

Londra, auto contro barriere del Parlamento
Alcune persone che si trovavano nella zona del Parlamento (che attualmente è chiuso per la pausa estiva) sarebbero rimaste ferite. Dalle immagini diffuse sui media si tratta di un nero che indossava una camicia ed un giaccone con il cappuccio.


Altri bambini ricoverati nel nosocomio presenterebbero i segni clinici della malattia, come ha confermato la direttrice sanitaria del Civile, Frida Fagantini. Tutti hanno però reagito positivamente alle cure antibiotiche e sono riusciti a sopravvivere.

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