Lula in carcere, non sarà candidato

Lula in carcere, non sarà candidato

Lula in carcere, non sarà candidato

L'ex presidente e i membri del suo Partito dei lavoratori avevano sperato che il Tribunale supremo elettorale, che prende le decisioni definitive sulle candidature, gli permettesse di correre.

Lula sta scontando una condanna a dodici anni per corruzione e riciclaggio di denaro sporco, ma è il favorito per tornare alla guida del Brasile per la terza volta nonostante si trovi in carcere.

Luiz Inàcio da Silva, soprannominato Lula, non potrà candidarsi alle Elezioni Presidenziali, del prossimo 7 ottobre, in Brasile.

Lula risulta ineleggibile per la cosiddetta "legge della scheda pulita", che vieta ai cittadini condannati in secondo grado da un tribunale collegiale di presentarsi come candidati alle elezioni. Come riportato dall'Ansa, Edoardo Fachin, l'unico magistrato pronunciatosi a suo favore, ha spiegato di averlo fatto sulla base della richiesta presentata dal Comitato per i Diritti Umani dell'Onu alle autorità brasiliane, affinché garantissero all'ex presidente il pieno esercizio dei suoi diritti civili, almeno fino a quando non saranno esauriti tutti i ricorsi riguardo alla sua condanna.

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Per lui nulla da fare: l'adolescente è deceduto poco dopo il suo arrivo nella struttura ospedaliera. Tutte le partite del suo club sono state rimandate.


L'ex presidente sostiene invece di essere innocente e vittima di una "persecuzione politica" che vuole impedirgli il ritorno al potere, considerando che i numeri sulle intenzioni di voto lo danno saldamente in testa: è al 40 per cento, seguito dal candidato di estrema destra Jair Bolsonaro, con circa il 20 per cento. La presidenza brasiliana, inoltre, non ha mai promulgato i relativi accordi internazionali, che avrebbero reso vincolanti per il Brasile le richieste dell'organismo.

Questo però non è avvenuto e - ironia della sorte - è stata Dilma Roussef, la compagna di partito di Lula, eletta dopo di lui alla presidenza, la responsabile di questa dimenticanza.

Ora, il Partito dei lavoratori ha dieci giorni di tempo per designare il suo candidato, che sarà sicuramente Fernando Haddad, l'ex sindaco di San Paolo, di origini libanesi, candidato alla vicepresidenza nel caso Lula fosse atto ammesso. Lula ha a lungo sostenuto che la sua candidatura era legittima "perché la sua condanna era una farsa".

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