Parla Benetton: Genova per noi monito perenne

Gilberto Benetton

Gilberto Benetton

Lo fa con un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, in cui il fondatore del gruppo non si tira indietro di fronte a eventuali responsabilità: "Se nel caso di Autostrade sono stati commessi degli errori, quando si sarà accertato compiutamente l'accaduto verranno prese le decisioni che sarà giusto prendere".

Il numero uno di Edizione, la holding della famiglia veneta, ha poi ricordato come apprese la notizia della tragedia di Genova.

Gilberto Benetton ha poi commentato le critiche ricevute per il lungo silenzio dopo la caduta del Ponte Morandi: "Ero in vacanza, come credo la maggior parte degli Italiani. Ad un tratto il dramma, e tutto è cambiato: anche per noi sono iniziati giorni di sofferenza e di cordoglio", confessa Gilberto Benetton al suo intervistatore Daniele Manca. Ma "dalle nostre parti il silenzio è considerato segno di rispetto", spiega Benetton. - sottolinea Gilberto Benetton - Edizione, la nostra holding, ha parlato meno di 48 ore dopo la tragedia, a voce bassa è vero, perché la discrezione fa parte della nostra cultura. "Ha però comunicato con parole chiare e inequivocabili un pensiero di cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questo disastro".

Già ora Atlantia puntava a far crescere il peso delle attività internazionali (attualmente pari al 25% in termin di fatturato) puntando in particolare sul Brasile e in generale sulle attività autostradeli estere che sono state in grado di veder crescere l'Ebida mediamente dell'11% all'anno (dunque ancora più del 7% registrato in Italia, incremento che ora appare destinato a ridursi).

Sulla riconferma del vertice, Gilberto Benetton spiega: "Conosco il presidente Fabio Cerchiai da molti anni e in lui ho la massima stima e fiducia, come sono sempre stato convinto della serietà, della competenza e dell'eccellenza del management di Autostrade e di Atlantia".

"Detto questo, ripeto quello che abbiamo dichiarato nell'immediatezza del tragico evento di Genova, ovvero che siamo certi della totale volontà di collaborazione con le Istituzioni e le autorità preposte da parte della società operativa Autostrade per l'Italia, il che significa assoluta trasparenza e completa assunzione delle responsabilità che venissero accertate, quando lo fossero".

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La famiglia che dà il nome al noto marchio d'abbigliamento è stata criticata anche perché, poche ore dopo il disastro, si è riunita per una festa a Cortina.

"C'è stato il momento storico delle privatizzazioni che lo Stato decise di fare, a causa del grande debito pubblico, per poter entrare nell'euro". Anche Autostrade per l'Italia fu messa sul mercato con un'asta pubblica.

"Noi - ha aggiunto Benetton - non abbiamo mai pagato nessuno: prenda i bilanci di Edizione e lo vedrà. Dall'anno successivo, con un nuovo management e una nuova governance, il fatto non si è mai più ripetuto". È la prima volta che parla dal giorno del crollo del Ponte Morandi a Genova. "Per un confronto serve un clima costruttivo", dice Benetton.

Si dice dispiaciuto perché Salvini li avrebbe definiti "senza cuore". E a Salvini che lo ha definito "senza cuore" replica: "Dispiace, molto, ma io credo che Salvini conosca gli imprenditori e sappia quello che c'è nei loro cuori". "Oggi questo mi sembra sia diventato un tema politico e quindi al di fuori di ciò di cui mi occupo".

Al momento la convenzione 2013-2038 prevede investimenti per 10,34 miliardi oltre a 7,5 miliardi di manutenzione ordinaria, in cambio di un costo medio ponderato del capitale (Wacc), pari alla remunerazione "congrua" del capitale, del 10,21% ante imposte (ossia del 7,09% visto che Autostrade per l'Italia sconta un tax rate del 30,6%). A chi si chiede cosa spinge chi è già soddisfatto a continuare Bennetton ammette che "si, avremmo potuto fermarci molto tempo fa, goderci la vita con quello che avevamo creato".

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.

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