Starbucks apre a Milano. Ecco le foto della Reserve Roastery

Apre a Milano il primo store di Starbucks in Italia. Credit Getty Images

Apre a Milano il primo store di Starbucks in Italia. Credit Getty Images

Ma ci si nota di più se fingiamo indifferenza o se ne parliamo male? Lo spazio si sviluppa su 2.300 metri quadrati che da stanno da oggi saranno ufficialmente aperti al pubblico, nel grane palazzo di Cordusio, in precedenza sede degli uffici postali. Lo stesso dehors, pur pregevole, non fa tanto Starbucks. Ma se non esiste una Starbucks italiana è perché il bar rappresenta il classico esempio di piccola impresa a conduzione familiare e di una cultura imprenditoriale che fatica a passare dalla dimensione artigianale a quella manageriale. Grandi protagonisti del locale, infatti, sono l'espresso - con miscele raffinate e non tradizionali - e il cappuccino.

Lo store si sviluppa tutto attorno, in un bancone bakery con i prodotti del panificio Princi di Milano, nella zona dove viene preparato e servito il caffè, dall'espresso (euro 1,80), all'americano (euro 3,50), fino alle estrazioni più sofisticate in ampolla, il siphon. Non miglior sorte, ricorda l'Unione Consumatori, tocca al cappuccino, venduto da Starbucks a 4,50 euro, contro una media milanese di 1,34 euro (+235,8%) ed una quotazione massima di 1,60 euro (+181%).

Starbucks a Milano: le prime immagini degli interni
Grandi protagonisti del locale, infatti, sono l'espresso - con miscele raffinate e non tradizionali - e il cappuccino . A firmarla è l'Unione Nazionale Consumatori , che si lamenta per i costi sopra la media di una tazza di caffè .


In sintesi si può dire che questo Starbucks in collaborazione con Percassi (proprio il presidente dell'Atalanta) e Moratti (Angelo, nipote dell'ex presidente dell'Inter Massimo) è una versione fighetto-turistica dell'idea che personalmente apprezziamo di Starbucks, cioè un posto accogliente dove si possa stare per ore senza per forza consumare (provato a ogni latitudine, senza ricevere un solo sguardo di disapprovazione), contrariamente a quanto avviene nel più lurido bar della periferia dove se non sei del posto vieni squadrato tipo Malena (la Bellucci nel film di Tornatore, non la pur brava Malena la Pugliese). Che può non piacere, ma non è certo imposto. Nessuno ci costringe a bere il caffè da Starbucks, ad abbonarci a Sky, a comprare la Gazzetta. Questi sono i furti, essere obbligati a regalare metà della propria vita: altro che cappuccino.

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