Ok del Parlamento Europeo alla Riforma del Copyright. Che succede adesso

Cosa cambia con l'approvazione della legge sul copyright?

Riforma Copyright Ue: testo e spiegazione, ecco in cosa consiste

Con 438 voti a favore e 226 contrari, il Parlamento Europeo ha approvato la controversa direttiva sui diritti d'autore, che negli ultimi mesi ha sollevato un grosso polverone mediatico.

Se questi orientamenti dovessero trasferirsi anche nelle prossime elezioni del Parlamento europeo, allora la configurazione politica dell'Assemblea di Strasburgo potrebbe aprirsi a nuove coalizioni in corsa per formare una maggioranza e occupare la Presidenza del Parlamento e influire sulla Presidenza della Commissione e delle altre istituzioni Ue, tutte in scadenza nel secondo semestre 2019, e tra esse la Banca centrale europea.

Il Parlamento ha saputo scegliere in maniera equilibrata malgrado le incredibili pressioni subite e le falsità che sono state raccontate intorno a questa riforma da chi avrebbe preferito che su internet continuasse a valere la sola legge del più forte: per il bene della democrazia speriamo di non dover più assistere a episodi del genere.

Per il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, "la direttiva sul diritto d'autore è una vittoria per tutti i cittadini". Abbiamo scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine all'attuale far-west digitale. Oltre all'introduzione della cosiddetta e folle 'link tax', la cosa più grave è l'introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti.

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"Una vergogna tutta europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet". "Stiamo entrando ufficialmente - dice Luigi Di Maio - in uno scenario da Grande Fratello di Orwell". Così il vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale Andrus Ansip e la commissaria al digitale Mariya Gabriel dopo il voto a Strasburgo, assicurando di essere "pronti a iniziare a lavorare con Parlamento e Consiglio in modo che la direttiva sia approvata il prima possibile, idealmente entro la fine del 2018". Per questo, come ho già detto, ci batteremo nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea per eliminare questi due provvedimenti orwelliani. Il testo del Parlamento richiede inoltre specificamente che i giornalisti stessi, e non solo i loro editori, beneficino della remunerazione derivante da tale obbligo di responsabilità.

Inoltre, al fine di incoraggiare le start-up, si escludono esplicitamente dalla legislazione le piccole e micro imprese del web.

L'articolo 13 è quello che ha scosso maggiormente le coscienze di chi ha a cuore la libertà che permea il concetto stesso di Internet. Pertanto, "la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali (hyperlink) agli articoli, insieme a 'parole individuali' come descrizione, sara' libera dai vincoli del Copyright". Le piattaforme dovranno quindi istituire dei meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un'ingiusta eliminazione di un contenuto.

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