Copyright, l'Europarlamento dice sì alla riforma del diritto d'autore

Il testo dopo mesi di scontri politici ieri è passato nell'aula di Strasburgo con 438 voti contro 226. "È un buon segnale per l'industria creativa e culturale europea", ha dichiarato il relatore del provvedimento, il popolare tedesco Axel Voss, ringraziando i colleghi per "il risultato ottenuto insieme".

Il via libera alla riforma del Copyright da parte dell'Europarlamento è "un segnale forte e positivo", in quanto "ora possono incominciare le discussioni tra i colegislatori" per arrivare al testo finale della direttiva. Muove da intenti più che nobili e giusti: evitare violazioni del diritto d'autore in rete, tutelare la produzione di contenuti, affrontare la crisi dell'editoria e dei produttori musicali.

I giganti del web come Facebook o YouTube dovranno remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti, e diventano responsabili per le violazioni sul diritto d'autore dei contenuti da loro ospitati. La direttiva stessa è ancora oggetto di una votazione finale, prevista nel gennaio 2019 ed è molto improbabile che venga respinta. I big del web sono, ovviamente contrari a questa riforma, che rivoluzionerebbe completamente non solo il loro approccio nei confronti della stampa e di altre realtà editoriale, ma anche il rapporto con i singoli utenti.

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Il dispositivo più atteso è senza dubbio l'iPhone , che secondo voci recenti si chiamerà XS e arriverà anche in color oro. L'iPhone X da 6,5 pollici monterà inoltre una tripla fotocamera , caratteristica già introdotta con successo da Huawei .


L'articolo 13, dicono sempre i più critici, è anche peggio. La norma richiede che le piattaforme lavorino proattivamente con i titolari dei diritti per impedire agli utenti di caricare contenuti protetti da copyright. L'unico modo per farlo sarebbe la scansione di tutti i dati caricati su siti come YouTube e Facebook. I sostenitori della direttiva hanno chiarito che le piattaforme "minori" e quelle "non profit" non saranno toccate, ma i criteri in base ai quali tutto questo sarà definito non sono specificati. "Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell".

"Una vergogna tutta Europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet". Per questo, come ho già detto, ci batteremo nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea per eliminare questi due provvedimenti orwelliani. E' quanto scrive in un tweet il presidente del Pe Antonio Tajani.

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