Msf riporta la notizia di un naufragio: oltre 100 migranti morti

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Un altro naufragio al largo della Libia, avvenuto il primo settembre. A riferirlo una nota dell'ong Medici Senza Frontiere, riportando alcune testimonianze dei sopravvissuti, bloccati dalla guardia costiera libica e trasferiti poi a Khoms (a est di Tripoli) il 2 settembre. Un sopravvissuto ha riferito che è stata contattata la Guardia costiera italiana, ma quando i "soccorritori europei sono giunti la barca era già affondata". I migranti erano a bordo di due gommoni secondo una prima ricostruzione e provenivano da diversi Paesi: Sudan, Mali, Nigeria, Camerun, Ghana, Libia, Algeria ed Egitto. Ma la barca ha iniziato ad affondare. Per quanto tragica e funesta sia la notizia, alcuni utenti hanno espresso totale indifferenza a riguardo, se non addirittura il sospetto che si tratti di una notizia inventata.

Le persone recuperate sono state più tardi recuperate dalla guardia costiera libica che le ha portate, assieme ai naufraghi del primo gommone, a Khoms, dove Msf ha raccolto le testimonianze e prestato le cure di emergenza ai feriti. L'assenza di navi di salvataggio in mare a largo delle coste libicheinizia così a farsi sentire.

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La direttiva stessa è ancora oggetto di una votazione finale, prevista nel gennaio 2019 ed è molto improbabile che venga respinta. L'unico modo per farlo sarebbe la scansione di tutti i dati caricati su siti come YouTube e Facebook .


"In quel momento, il telefono satellitare ci ha mostrato che non eravamo lontani da Malta".

Solo 55 persone che si trovavano sulla sua imbarcazione sarebbero sopravvissute. Poche ore dopo, sono arrivati altri soccorritori, sempre in aereo, con altre zattere. È prassi che le persone riportate in Libia dai barconi vengano rispedite in un pericoloso sistema di detenzione arbitraria. "Siamo molto preoccupati per i nostri pazienti - continua Defransciscis - Come possono guarire quando sono chiusi nelle celle, in condizioni igieniche precarie, e dormono su coperte o materassi messi sul pavimento, che causano un dolore incredibile per chi soffre di ustioni gravi?" Tra gennaio e agosto 2018, la guardia costiera libica supportata dall'Unione Europea ha riportato in Libia 13.185 migranti e rifugiati. "Alcuni di loro non possono nemmeno sedersi o camminare" continua Jai Defransciscis di Msf. A tutto questo si aggiunge il dolore per aver perso un familiare in mare. "Di queste operazioni, l'Italia ha assunto il costo prevalente, in termini di impiego di risorse umane, mezzi, finanze e soprattutto, impatto sociale e percezione del medesimo". "Potevano salvarsi, se i soccorritori fossero arrivati prima" hanno sottolineato i sopravvissuti.

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