Olimpiadi 2026, Giogetti: "La candidatura dell'Italia è morta, mancata condivisione tra città"

Olimpiadi, addio candidatura a 3

Olimpiadi 2026, arriva rinuncia del governo: ma Lombardia e Veneto sperano ancora

A Torino peraltro la Appendino è in continuo "ostaggio" di cinque consiglieri pentastellati che minacciano di far saltare la maggioranza se la corsa olimpica prosegue; e per di più a Torino non hanno mai ben digerito il "tridente"; memori delle Olimpiadi invernali in solitaria del 2006. Una proposta che, date le condizioni iniziali, era la migliore (probabilmente l'unica) possibile. Nel frattempo dall'elenco delle sfidanti, oggi, si è ritirata Sapporo. "Noi abbiamo mai chiesto niente?" Unità e compattezza ci porteranno al traguardo. "Su questo - ha detto ancora Giorgetti -, si è innescato un dibattito che non ha portato a soluzione".

La prima: "Milano ritiene di avere le capacità organizzative, come dimostrato da Expo2015, per gestire direttamente e pienamente il progetto olimpico", scrive Sala. Da una parte la già citata lite tra il Governo e il sindaco di Milano Beppe Sala che, forte dell'esperienza di Expo, ha continuato a ripetere che occorreva che una delle città fosse capofila dell'organizzazione.

Asia Argento all’attacco, pronta a far partire le querele
Su Twitter, a quel punto una utente avvisa la Argento che a Domenica In stanno parlando di lei, invitandola a non ascoltare le "caz." che diranno sul suo conto.


Inoltre, aggiunge, anche tenuto contro del fatto che "le prossime quattro Olimpiadi estive o invernali già assegnate si terranno in città che sulla reputazione internazionale investono moltissimo" - cioè Tokyo, Pechino, Parigi, Los Angeles - "ritengo che il brand debba riportare solo i nomi delle città e che quello della città più conosciuta a livello internazionale, cioè Milano, debba essere il più visibile o, perlomeno, il primo". Quindi la posizione di Milano è che se il governo farà una scelta politica, per non creare tensioni al proprio interno, poi dovrà essere lui stesso a prendersi in toto la responsabilità amministrativa dell'evento. Lo ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti in commissione Istruzione e Sport al Senato a proposito della candidatura di Milano, Torino e Cortina all'Olimpiade 2026. È arrivato il momento di mettere un punto fermo su questa situazione paradossale: "non è possibile procedere quando determinate condizioni proposte da Coni e governo non sono sostenute da una città così importante come Milano a causa delle dichiarazioni del suo sindaco". "La candidatura va salvata, per cui siamo disponibili a portare avanti questa sfida insieme - dichiarano i due presidenti in una nota congiunta - Se Torino si chiama fuori, e ci dispiace, a questo punto restano due realtà, che si chiamano Veneto e Lombardia, per cui andremo avanti con le Olimpiadi del Lombardo-Veneto".

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