Rebibbia, detenuta getta i figli dalle scale: uno è morto

Rebibbia, detenuta lancia i due figli dalle scale: neonato muore, grave bimbo di 2 anni

Roma Rebibbia, detenuta butta i figli dalle scale dell’asilo nido: uno è morto, l’altro è grave

Una detenuta ha ucciso uno dei suoi due figli e ridotto in fin di vita l'altro. Stando alle prime informazioni, la detenuta era in carcere per reati legati alla droga. Il maschietto è ricoverato in codice rosso all'ospedale Bambino Gesù. Tutto sembrava normale prima del raptus della giovane donna: ha preso i bimbi e uno alla volta, in pochi istanti, li ha lanciati sul selciato, uccidendone uno e ferendone gravemente l'altro.

La vicenda è accaduta all'interno della sezione nido, dove sono ospitati bimbi fino a tre anni.

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La Lega Umbria sposa la nota diffusa dai rappresentanti sindacali delle segreterie locali di Terni e prende le distanze dal post pubblicato sul profilo social della Presidente Marini, dove, in riferimento alla morte di un detenuto, nel carcere di Terni e per la quale sono state predisposte tutte le indagini del caso, ipotizza una realtà che non esiste. I tempi sono strettissimi (tanti bambini sono in attesa di un trapianto di organi) e "il nigeriano - è l'appello lanciato dai magistrati - è pregato di contattare la direzione sanitaria del Bambin Gesù al numero 0668592424 oppure i carabinieri del reparto investigativo di via In Selci allo 0648942931". Da chiarire anche le dinamiche dell'incidente, con gli investigatori che controlleranno anche le immagini delle videocamere di sorveglianza installate nel carcere romano. Sono dei veri e propri appartamenti, le madri possono portare a scuola i figli, assisterli in ospedale se sono malati. Morì nel 2011, all'età di 82 anni, in seguito a un malore che l'ha colpita nel carcere di Regina Coeli, dove stava svolgendo la sua quotidiana opera di volontariato.

"Secondo i dati risalenti al 31 agosto 2017 - aggiunge Maestri - negli istituti di detenzione, risultavano reclusi 60 bambini, 25 di italiane e 35 di mamme straniere". Il responsabile conclude con un auspicio: "Questa tragedia deve sollecitare il parlamento a trovare la soluzione definitiva di questo problema relativo ai bambini in carcere!".

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