L'Ocse ha criticato le politiche economiche del governo italiano

Ocse ridotte le previsioni di crescita per l'Italia +1,2% nel 2018

Pil, l'Ocse taglia la crescita dell'Italia: "Incertezza su scelte politiche"

"La prospettiva di una crescita più moderata - scrive l'Ocse in occasione della presentazione delle prospettive economiche intermedie a Parigi - è probabile in Italia, con incertezze rispetto alla scelta delle politiche". Secondo l'Ocse, il Pil italiano calerà all'1,2% nel 2018 e all'1,1% nel 2019.

In vista della messa a punto della manovra per il 2019 è in corso un braccio di ferro tra Lega e M5s - che puntano a un deficit/Pil sopra il 2% per finanziare le misure promesse in campagna elettorale come reddito di cittadinanza, 'flat tax', 'pace fiscale' e superamento della legge Fornero - e Ministero dell'Economia, che vuole restare sotto il 2%.

A gettare altra benzina sul fuoco ci pensa l'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. "I rischi politici potrebbero impedire all'Europa di prosperare".

Anche per l'Italia il PIL è indicato al +1,2% per il 2018. L'organizzazione parigina invita quindi il governo Lega-M5S a non smontare le riforme, in primis quella sulle pensioni. La first minister del governo locale di Edimburgo Nicola Sturgeon invece dai microfoni della Bbc chiede un rinvio, perché sarebbe "assolutamente sconsiderato" uscire dall'Unione Europea nella data stabilita senza un accordo stabilito per novembre.

VeronaFiere in Cina col vicepremier Di Maio
Se i dati dovessero essere confermati, il 2018 "segnerà il record di volumi di relazioni commerciali con la Cina ", ha aggiunto Di Maio .


Theresa May però non avrebbe nessuna intenzione di accettare la proposta dei leader europei di ripetere il referendum:"So che molti di voi non vogliono Brexit- avrebbe detto durante la cena del summit- ma è importante essere chiari: non ci sarà un secondo referendum in Gran Bretagna". Non solo proprio l'Italia e la Brexit - ha puntualizzato al Boone - sono i due fattori di rischio maggiore per la crescita globale. Poi - aggiunge - c'è quello che sta accadendo in Italia, dove la crescita è debole e il debito elevato.

Laurence Boone, lancia un appello all'Italia affinché "non disfi tutte le buone riforme fatte del precedente governo, che conosciamo e di cui abbiamo tante volte parlato". I burocrati se ne facciano una ragione.

"L'Italia - ha osservato citando l'avanzo primario del nostro Paese - ha fatto sforzi straordinari costanti e persistenti. Siamo stati eletti anche per questo e manterremo l'impegno preso", le ha risposto a stretto giro Luigi Di Maio. "E la spesa pubblica non deve servire a sostenere artificialmente la crescita con i consumi, ma puntare agli investimenti produttivi".

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