Governo: Di Maio, mantenere promesse o a casa, piena fiducia in Tria

Da sinistra Luigi Di Maio Giuseppe Conte e Giovanni Tria

Da sinistra Luigi Di Maio Giuseppe Conte e Giovanni Tria

Lo ha ribadito il vicepremier Luigi Di Maio a Radio24, aggiungendo che "i rapporti con Giovanni Tria sono di piena fiducia". Il quale, davanti al Parlamento, rassicura sull'equilibrio dei conti. In siffatto quadro le "dimissioni", peggio la "cacciata" di Tria provocherebbero un vero e proprio tsunami politico ed economico, con impennata dello spread e caduta verticale delle borse, destinato inevitabilmente a travolgere il governo. Al termine del vertice informale Ue di Salisburgo, lo stesso premier italiano torna sulla questione Iva: "Non abbiamo mai contemplato di aggravare la posizione dei contribuenti".

Di Maio ha poi smentito indiscrezioni stampa de "La Repubblica", secondo cui il ministero dell'Economia starebbe studiando aumenti selettivi dell'Iva per finanziare la riduzione dell'Irpef, con l'aumento delle aliquote su alcuni beni oggi al 4% e al 10% e il passaggio di altre dal 22% al 24,2%. In ogni caso, per Conte "il numero della manovra dovrà dare anche il segno che stiamo tenendo i conti in ordine". La pace fiscale aiuta chi è in difficoltà, il condono aiuta i furbetti.

Le risorse per la manovra saranno reperite con le "tagli alle spese ma anche facendo deficit: non serve superare il 3%".

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Gli assenti sono gli infortunati Regini e Saponara, in particolare per rivedere il primo bisognerà aspettare ancora quattro mesi. SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero; Bereszyński, Tonelli, Andersen, Murru; Barreto, Ekdal, Praet; Caprari; Defrel , Quagliarella.


Di Maio ribadisce la compattezza del governo sulle misure da prendere. Più cauto Matteo Salvini.

Intanto, in vista della Legge di bilancio, si sta dando enfasi alla Quota 100 e alle pensioni di cittadinanza. Tale scelta potrebbe essere ostacolata, tuttavia, dall'Unione Europea che ha comunicato, nei giorni scorsi, la propria contrarietà in merito alla possibile realizzazione di scelte che metterebbero a rischio i conti pubblici del nostro paese. Infine una stoccata agli evasori. "Basta mettere una soglia a misura di persone in difficoltà". Se il governo vorrà durare "cinque anni" come dice Salvini, dovrà tenerne conto. "Non siamo d'accordo su uno scudo fiscale, non vogliamo far rientrare i capitali dei mafiosi e dei corrotti dall'estero", ha aggiunto. Se non riusciamo cambiare le cose meglio andare a casa. Non che si sia alla proposta dell'Unita nazionale, ma per quel che riguarda il solo ministro dell'Economia, poco ci manca. "Noi non siamo disposti a tirare a campare", conclude.

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