Banca Carige: Pietro Modiano eletto nuovo presidente

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Non è di questo parere Pietro Modiano, candidato alla presidenza dell'istituto ligure da Malacalza Investimenti. Riguardo alla possibilità di voto dei pattisti guidati da Raffaele Mincione, invece, il collegio sindacale ha reputato che il presidente dell'assemblea debba attenersi a quanto disposto da Bankitalia e dal Tribunale di Genova, ovvero che la lista presentata per il cda è valida, i soci del patto in possono votare solo fino al 9,99%.Polemiche anche sulla scelta del notaio milanese Filippo Zabban, in quanto non abilitato a redigere il verbale assembleare con atto pubblico ma solo con atto privato. Di qui l'origine dello scontro che, come è noto, ancora nei giorni scorsi ha avuto ricadute giudiziarie con l'azione di Malacalza che ha bloccato una parte del potenziale azionario (e quindi del pacchetto di voti del gruppo di Mincione) dei rivali per una irregolarità di mancato via libera da parte della BCE, quando capita di superare il 10%. All'assemblea è presente il 64,2% del capitale.

Vittorio Malacalza vince la battaglia per il controllo di Banca Carige. Malacalza ha ottenuto sia la riduzione del consiglio di amministrazione a 11 dai precedenti 15 componenti sia la maggioranza dei consiglieri, sette contro i tre di Mincione e uno di Assogestioni.

Ma, al momento del suo ingresso come azionista di riferimento della Carige, era stato salutato da molti, sul territorio ligure, come il potenziale salvatore di quella banca, già Cassa di Risparmio, che per mezzo secolo era stata forse il motore più potente della ricrescita economica della Liguria, con un rapporto preferenziale, come del resto in ogni regione italiana, con il potere politico.

L'istituto genovese ha tempo entro il 30 novembre per inviare un nuovo piano che risponda alle richieste della Bce.

Il Corriere dello Sport: "Quella volta che Totti ha tifato Lazio"
Conosco il linguaggio dello spogliatoio e capisco le occhiate che ci si dà, le mezze parole e cerco di rendermi utile". Quando sono tornato per recuperare il motorino era disintegrato e fu l'ultima volta che andai in curva sud.


Resta fuori dal consiglio Paolo Fiorentino, l'amministratore delegato uscente che era schierato con Mincione.

Si passa ora alla nomina dei membri del CdA. Noi, ha poi concluso Malacalza, "parleremo con tutti", ma senza eccessiva fretta, sembrerebbe ritenere il mercato, anche perché non è da escludere, prima di allora, un ulteriore aumento di capitale.

Nel caso in cui vincesse la lista di Malacalza Investimenti, Mincione si aspetta che venga comunque perseguita la strada di un'aggregazione: "Sono persone competenti faranno un piano per un'aggregazione industriale velocissimamente", ha detto.

Intanto, da più parti si fa notare che dalle elezioni di oggi potrebbe non uscire un vero vincitore e che il nuovo Consiglio potrebbe essere chiamato a fronteggiare nuove, acute divisioni interne.

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