La Corte Costituzionale boccia il 'cuore' del Jobs Act

Jobs act, incostituzionale il criterio di indennizzo per il licenziamento ingiustificato: “Viola…

Consulta boccia il Jobs act, no a determinazione rigida dell'indennità al lavoratore ingiustamente licenziato

Il recente Decreto dignità ha ritoccato il quantum minimo e massimo degli indennizzi (alzandoli da nella nuova forchetta da 6 a 36 mesi), ma non il meccanismo di determinazione che è rimasto legato all'anzianità di servizio.

E' incostituzionale l'indennizzo previsto dal Jobs act in caso di licenziamento illegittimo. L'articolo 3 recita "salvo quanto disposto dal comma 2, nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennita' non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari a due mensilita' dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a quattro e non superiore a ventiquattro mensilita'".

La motivazione della Corte Costituzionale precisa che "la previsione di un'indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è, secondo la Corte, contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione", riporta Repubblica.

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Tutte le altre questioni relative ai licenziamenti sono state dichiarate invece "inammissibili o infondate" e la sentenza "sarà depositata nelle prossime settimane". Il sistema prevedeva che l'indennizzo al lavoratore ingiustamente licenziato venisse calcolato sulla base dell'anzianità: due mensilità di indennizzo per ogni anno trascorso al lavoro.

Il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti è stato introdotto nel 2014 dal Governo Renzi con la legge passata alla cronaca come Jobs Act.

A sollevare le questioni davanti alla Consulta, che ieri le ha esaminate dopo un'udienza pubblica, era stata la sezione lavoro del tribunale di Roma: con il suo atto di rimessione alla Corte, il giudice della Capitale avanzava dubbi su diversi punti del Jobs Act.

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