Di Maio: "Elimineremo la povertà". Ma sulla manovra è ancora scontro

"E con il superamento della Fornero, chi ha lavorato una vita può finalmente andare in pensione liberando posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro Paese per avere un'opportunità" afferma Di Maio. A quanto pare, sarebbero previsti il reddito di cittadinanza e una forma di rimodulazione delle aliquote fiscali. Il documento finanziario che ne fissa le linee sarà oggetto di un vertice di maggioranza (in attesa del Cdm per approvare la nota di aggiornamento al Def) in programma per oggi pomeriggio a Roma, dove sta rientrando il premier Giuseppe Conte dopo l'assemblea generale dell'Onu a New York.

Giovanni Tria verrà certamente ricordato in futuro per essere stato (almeno all'inizio dell'esperienza al governo, poi chissà) il ministro meno apprezzato dal suo stesso esecutivo.

Più che un consiglio dei Ministri quello di stasera sta assumendo i contorni di una battaglia politicamente sanguinosa e decisiva per le sorti dei gialloverdi. Bisogna subito dare un segnale forte agli italiani sul fatto che quello in carica è un vero governo del cambiamento, è il messaggio emerso dalla riunione di ieri sera durante la quale Di Maio ha spiegato come, sul Def ci sarà la massima attenzione e, dalle cifre, gli italiani capiranno subito se sono stati presi in giro o il governo farà sul serio.

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Il governo intende "varare un provvedimento di 'pace fiscale´ - da inquadrare nell'ambito di una riforma strutturale del fisco - che coinvolgerà i contribuenti con cartelle esattoriali e liti fiscali, anche pendenti fino al secondo grado fino a 100mila euro" compare sulla bozza. Basti pensare al conflitto sul decreto Genova di solo due giorni fa l in cui palazzo Chigi e Mef si sono dati addirittura del bugiardo a vicenda. Da un lato M5S e Lega, che, decisi a portare a casa i principali punti del contratto di governo, puntano alla soglia del 2,4% del rapporto deficit/Pil; dall'altro il responsabile di via XX Settembre e i tecnici che vorrebbero tener fede all'impegno preso in Europa, tenendo l'asticella all'1,6%. Di Maio ha aggiunto che il superamento della legge Fornero dovrà essere "percepibile", e che il reddito di cittadinanza dovrà essere "un vero reddito di cittadinanza".

Chiaro il riferimento al reddito di cittadinanza - sulla cui utilità ai fini di del contrasto al disagio sociale il dibattito è aperto anche se non depone a favore della tesi grillina - sul quale il M5S si gioca buona parte della propria credibilità politica arrivando a promettere di non votare la manovra qualora questa non lo contenga. Repubblica intanto (articolo di Tommaso Ciriaco e Carmelo Lopapa) racconta di un Di Maio pronto a chiedere le dimissioni del ministro dell'Economia in caso di conferma dell'1,6% o di un livello di deficit poco più alto, lontano dal 2,4% richiesto.

Ma Luigi Di Maio vuole una manovra "degna" delle promesse fatte agli italiani. Oggi previsto un nuovo vertice di maggioranza fra gli esponenti di spicco del governo: forse l'ultimo prima dell'approvazione del Def.

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