Ex moderatrice di Facebook fa causa: 'Sono traumatizzata'

Dado Ruvic  Reuters

Dado Ruvic Reuters

Una ex moderatrice dei contenuti di Facebook ha intentato una causa contro il social network. Il social network ha già affrontato con una certa regolarità diversi controlli in merito all'accusa di non fare abbastanza per impedire il proliferare e la condivisione senza controllo di contenuti dannosi e pericolosi per la comunità, e il ceo del gruppo Mark Zuckerberg ha promesso di intensificare gli sforzi per arginare questa piaga dilagante tramite ulteriori assunzioni di massa e l'uso di intelligenza artificiale. L'ex moderatore Selena Scola ha denunciato Facebook per "aver ignorato il suo dovere" di proteggere i moderatori da ciò che dovevano moderare provocando loro traumi mentali dopo aver visto immagini inquietanti. La donna ha depositato, nei giorni scorsi, una denuncia presso un tribunale californiano, in cui afferma di soffrire di disordini da stress post traumatico.

"Ogni giorno - si legge nel documento - gli utenti di Facebook pubblicano milioni di video, immagini e trasmissioni in diretta di abusi sessuali su minori, stupri, torture, zoorastia, decapitazioni, suicidi e omicidi".

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L'accusa per il social di Mark Zuckerberg è quella di sottoporre i propri moderatori a immagini di violenza inaudita, in modo continuo e senza fornire un adeguato supporto psicologico per evitare che quello che vedono ogni giorno possa in qualche modo condizionare la loro mente (e la loro vita). Facebook funziona così: una gran parte dei contenuti viene filtrata in maniera automatica da filtri e algoritmi vari, mentre un'altra parte, viene eliminata manualmente dai dipendenti di cui sopra. "Ci assicuriamo che a ciascuno sia offerto un supporto psicologico e risorse per aumentare il benessere". "Riconosciamo che questo lavoro può spesso essere difficile".

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