Luigi Di Maio: "In Italia aboliremo la povertà"

Nonostante il confronto duro e serrato sui numeri, assicurano inoltre fonti di Palazzo Chigi, il ministro dell'economia Giovanni Tria non si dimetterà dall'incarico. In manovra anche "il superamento della Fornero, chi ha lavorato una vita può finalmente andare in pensione liberando posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro Paese per avere un'opportunità", annuncia.

Sta di fatto che, propaganda o meno, il prode Giggino insiste con grande energia nel cercare di far deragliare il prima possibile questo disgraziatissimo Paese, attraverso un demenziale combinato disposto di miliardi gettati nello sciacquone della spesa corrente e di misure talmente dirigiste da far concorrenza al famigerato Gosplan, ossia la sinistra commissione sovietica per la pianificazione economica.

Chiaro il riferimento al reddito di cittadinanza - sulla cui utilità ai fini di del contrasto al disagio sociale il dibattito è aperto anche se non depone a favore della tesi grillina - sul quale il M5S si gioca buona parte della propria credibilità politica arrivando a promettere di non votare la manovra qualora questa non lo contenga. Per la prima volta non toglie, ma dà. Il superamento della sua legge è certo, come è certa l'introduzione della pensione di cittadinanza che aumenta la pensione minima a 780 euro.

Di Maio: "Elimineremo la povertà". Ma sulla manovra è ancora scontro
A quanto pare, sarebbero previsti il reddito di cittadinanza e una forma di rimodulazione delle aliquote fiscali. Ma Luigi Di Maio vuole una manovra "degna" delle promesse fatte agli italiani.


"Non restano esclusi i truffati delle banche, che saranno risarciti con un Fondo ad hoc di 1,5 mld". E al contempo si ragiona della possibilità che nel corso dell'esame in Parlamento il tetto venga rivisto ancora una volta al rialzo, salendo di qualche decimale fino a un massimo del 2,1-2,2%. Gli ultimi - prosegue Di Maio - sono finalmente al primo posto perché abbiamo sacrificato i privilegi e gli interessi dei potenti.

SALVINI - "Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani - ha detto il ministro dell'Interno Salvini -, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni".

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