Molestie, l’accusatrice di Kavanaugh in Senato: "Pensavo mi uccidesse"

La commissione Giustizia del Senato

La commissione Giustizia del Senato

L'audizione presso la Commissione del Senato della dottoressa Christine Blasey Ford rispetto al presunto tentativo di violenza sessuale subito nel 1982 da Brett Kavanaugh rischia di risultare fatale per la nomina alla Corte Suprema per il giudice scelto da Donald Trump. E lo confermano le sue prime parole: "Non sono qui perchè lo voglio, sono terrorizzata ma è mio dovere civico" ha detto in apertura della sua testimonianza dopo aver giurato di fronte alla commissione Giustizia del Senato. "Pensavo mi avrebbe stuprata". "Ma è mia responsabilità raccontare la verità".

È Christine Blasey Ford la prima donna a portare la sua testimonianza contro Brett Kavanaugh per violenza sessuale. "A quel punto, quando non ho sentito più voci, sono uscita dal bagno e sono andata via dalla casa". "Non ce l'ha fatta perché era molto ubriaco e perché io avevo un bikini intero sotto i miei vestiti", ha spiegato Ford. Il senatore Patrick Leahy ha chiesto a Ford di raccontare il ricordo più vivido dell'esperienza: "Le loro fragorose risate - ha risposto -". Lo stupro non c'è stato, ma Christine dice di aver avuto paura per la sua vita:"Ho provato a gridare per chiedere aiuto ma mi ha tappato la bocca con la mano. Si stavano divertendo sulla mia pelle". "Questa è la cosa che mi ha spaventato di più" - ha aggiunto - "Non riuscivo a respirare, e pensavo che Brett mi avrebbe ucciso per errore". "Kavanaugh era su di me, all'improvviso ho avuto come un blackout e Kavanaugh non era più sopra di me, allora sono riuscita a scappare e chiudermi in bagno", prosegue Ford.

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"Dopo quella terapia, ho fatto il mio meglio per sopprimere i ricordi della violenza perché pensarci mi faceva rivivere l'accaduto, e mi causava attacchi di panico e ansia - ha proseguito Ford - Qualche volta ho parlato della violenza durante una terapia individuale, ma di nuovo parlarne mi causava molto dolore".

Nel concludere il suo discorso iniziale, Ford ha raccontato le sue ultime settimane prima dell'udienza: "Con l'avvicinarsi dell'udienza mi sono trovata davanti ad un terribile bivio: condividere la mia esperienza con il Senato e mettere me e la mia famiglia sotto i riflettori?" Stando a quanto riportato da un senatore democratico del Rhode Island, un'altra donna avrebbe subito violenze su uno yacht da parte del giudice e dell'amico Mark Judge, lo stesso tirato in ballo anche da Ford che dalla terza accusatrice, Julia Sweatnick, avvenuto sempre nel 1985. Kavanaugh, sollecitato dai senatori, per l'ennesima volta ha smentito i fatti. Il giudice ha parlato con Donald Trump, che lo ha candidato per la Corte Suprema, al telefono prima di entrare - "sii forte e determinato" gli avrebbe detto il Presidente. "Le ascolterò ed è possibile che io possa cambiare idea", ha dichiarato il presidente durante una conferenza stampa:" Vedremo cosa succede in aula.

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