Ameba mangia-cervello in piscina, Fabrizio muore a 29 anni

Ameba mangia-cervello morto 29enne negli Stati Uniti

Ameba mangia-cervello in piscina, Fabrizio muore a 29 anni

Dopo quattro giorni, i test hanno rivelato che Fabrizio era positivo al Naegleria fowleri, un'ameba estremamente rara, chiamata appunto "mangia-cervello", che uccide il 98% delle persone infettate. Non era la prima volta ovviamente, così ha preso un analgesico e si è messo a letto nella speranza di svegliarsi meglio la mattina seguente. Il 29enne ha iniziato a sentirsi male il 16 settembre, mentre tagliava il prato di casa, dei violenti mal di testa che non gli permettevano quasi di reggersi in piedi, dopo una nottata a prendere analgesici, il giorno dopo lamentava ancora dei forti dolori e non riusciva più a parlare. Gli epidemiologi hanno così prelevato campioni di acqua per testare la presenza dell'ameba e i risultati sono attesi in settimana. Dagli Stati Uniti arriva una storia vera, che ricorda i casi estremi del programma tv Io e il mio parassita. Quello del giovane, infatti, è il primo caso registrato dal 2016 di infezione da parte dell'ameba "mangia-cervello", che vive in acqua dolce a temperature variabili e che può provocare nell'uomo la meningoencefalite amebica primaria, che colpisce il sistema nervoso centrale distruggendone i tessuti.

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Possiamo dire sulla carta che sarà difficile perché il circuito non è molto buono. Come sempre, faremo del nostro meglio per renderlo un buon fine settimana di gara.


L'uomo rischia di contrarlo nuotando in fiumi o laghi, soprattutto quando l'acqua è tiepida o calda, e attraverso lavaggi nasali con acque infette. Lì si moltiplica molto rapidamente, nutrendosi di tessuto nervoso cerebrale. Le lesioni sono talmente gravi ed estese da rendere la malattia letale in oltre il 90% dei casi. Basti pensare che tra il 2008 e il 2018, come svelano i Centers for Disease Control, sono stati "solo" 34 i casi di infezioni. Probabilmente anche un riscontro immediato dell'ameba "mangia-cervello" avrebbe portato alla morte, visto che abbiamo sottolineato come è raro vedere persone colpite da questo morbo guarire, ma comunque la situazione è precipitata anche in seguito agli errori commessi in fase di diagnosi. "Una di queste è Kali Harding, una ragazzina dell'Arkansas che aveva contratto la malattia in un parco acquatico, il Willow Springs Water Park di Little Rock, dove c'era stato nel 2010 un altro caso di infezione". In Italia, scrive il Corriere della Sera l'unico caso mai avvenuto risale al 2004 e coinvolse un bambino di 9 anni.

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