IRAN, GIUSTIZIATA SPOSA-BAMBINA ZEINAB SEKAANVAND/ Amnesty International, 'processo irregolare'

Credit Amnesty

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A 17 anni è stata arrestata per l'omicidio del marito, che era stata costretta a sposare quando aveva solo 15 anni. Reato per il quale è stata condannata a morte dal tribunale di Urmia e dalla Corte Suprema dell'Iran che ha confermato la sentenza. Ed è proprio l'organizzazione mondiale per i diritti umani a denunciare:"Non solo Zeinab era minorenne al momento del reato, ma il suo processo era stato gravemente irregolare. Ha avuto assistenza legale solo nelle fasi finali del procedimento, quando ha ritrattato la confessione, resa a suo dire dopo che gli agenti di polizia l'avevano picchiata su ogni parte del corpo".

La vicenda di Zeinab risale al 2011. Poi gli abusi fisici e psicologici, fino a che non decise di farsi giustizia da sola.

"Aveva confessato dopo essere stata trattenuta per 20 giorni in una stazione di polizia, dove - secondo quanto aveva denunciato - era stata picchiata dagli agenti".

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Secondo la legge iraniana, ai minori può essere risparmiata la pena di morte se al momento del delitto "non erano in grado di comprendere la natura del loro crimine". Da un perizia psichiatrica Zeinab era risultata in preda a una grave forma di depressione caratterizzata da insonnia e difficoltà a prendere decisioni. Ma, come sottolineato più volte in passato da Amnesty International, questo referto non è mai stato preso in considerazione.

L'Iran è rimasto l'unico Paese al mondo a mettere a morte minorenni al momento del reato. Nonostante le campagne e gli appelli, resta ancora allarmante il numero delle spose bambine nel mondo: ammonterebbero, sulla base delle denunce di Amnesty, a 15 milioni.

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