New York Times: Trump ereditò 413 milioni di dollari eludendo il fisco

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New York Times: Trump ereditò 413 milioni di dollari eludendo il fisco

Dall'inchiesta emerge come gran parte del denaro che Trump ricevette dall'azienda del padre fu una sorta di ricompensa per aver aiutato i genitori a eludere le tasse.

Dopo l'inchiesta pubblicata sul "New York Times", in cui il giornale americano ha affermato che il presidente Donald Trump ha ereditato dal padre 413 milioni di dollari eludendo il fisco, il Dipartimento per la tassazione e le finanze dello Stato di New York ha deciso di aprire un indagine sul caso.

Nella nota della Sanders, che sembra scritta da Trump in persona, si attaccano i media dicendo che la loro credibilità presso il popolo americano è ai minimi storici perché sono concentrati "ad attaccare il presidente a la sua famiglia 24 ore su 24 invece di riportare notizie".

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Nel costruire il suo personaggio di grande imprenditore e durante la sua campagna presidenziale, Donal Trump ha più volte dichiarato di essere un uomo "che si è fatto da solo" e di aver ricevuto solo un "piccolo" aiuto iniziale dal padre magnate immobiliare: un aiuto di 1 milione di dollari, da cui lui avrebbe sviluppato la sua fortuna. Per il Nyt, Donald e i suoi fratelli crearono una società fittizia per mascherare e nascondere milioni di dollari ricevuti dai proprio genitori, aggirando il fisco con operazioni che il quotidiano definisce "vere e proprie frodi". Secondo il NYT, però, Fred avrebbe trasferito ai suoi figli circa un miliardo di dollari tramite varie operazioni bancarie effettuate pochi mesi prima della sua morte, avvenuta nel 1999. Una cifra che avrebbe dovuto portare a un conto di 550 milioni di dollari da versare al fisco in base all'aliquota del 55% prevista allora su donazioni ed eredità. L'inchiesta solleva inevitabilmente nuovi dubbi sul fatto che Trump si sia finora rifiutato di rendere pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi, rompendo una consuetudine lunga decenni da parte dei presidenti americani. Un reato che penalmente è oramai caduto in prescrizione (i fatti raccontati dal Nyt si riferiscono agli anni '80 e '90) ma che civilmente non conosce scadenze. Il quotidiano cita esperti fiscali che sollevano lo spettro delle frode. Oltre alle inevitabili ricadute politiche e sociali dello scoop.

Dal canto suo Trump respinge le accuse, bollando l'inchiesta giornalistica come "un attacco fuorviante alla famiglia Trump".

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