Casi di colera a Napoli: mamma e bimbo in ospedale

"La situazione è del tutto sotto controllo", assicura il commissario straordinario dell'azienda ospedaliera, Antonio Giordano. "I responsabili dell'Asl - fa sapere Dell'Aversana - mi hanno rassicurato che solo il bambino ha sintomi che inducono a sospettare per un caso di colera mentre invece la madre è sana, non presenta sintomi e si trova all'ospedale Cotugno di Napoli per assistere il piccolo che ha due anni".

Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae che attacca l'intestino. Attualmente, entrambi i pazienti sono in condizioni stazionarie. Il picco della malattia avviene con una veloce disidratazione e l'incubazione varia da uno a cinque giorni.

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Beh, qui in calce alla news vi postiamo il tweet dell'attore che, in Avengers 4 torna a vestire il ruolo della Sentinella della Libertà , diteci cosa ne pensate.


A scatenare la bufera, però, è stata la lettura del fatto che ha deciso di dare il quotidiano diretto da Pietro Senaldi, che già in passato aveva lanciato allarmi sulle malattie portate dai migranti. "Gli accertamenti hanno mostrato che aveva contratto la malattia all'estero e hanno escluso il rischio di epidemie per il nostro Paese". Quando denunciammo il problema, fummo accusati di razzismo. La situazione sanitaria è precipitata a causa del sovraffollamento, dovuto al costante aumento dei detenuti di origine straniera, ormai oltre il 33 per cento.

Una situazione che "non desta preoccupazioni" come ha sottolineato con un comunicato il direttore scientifico dell'Inmi (Istituto nazionale malattie infettive) Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito. "Le analisi sierologiche sono in corso ed i medici hanno il caso sotto controllo e non mi hanno indicato alcuna prescrizione o iniziativa da adottare per Sant'Arpino". Non sono mancati dunque gli attacchi, giunti talvolta a livello di insulti e minacce, contro il giornale, anche da parte di personaggi noti: dal giornalista Antonello Piroso allo scrittore Maurizio De Giovanni fino a Chef Rubio, sui social network si è diffusa rapidamente l'indignazione.

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