Istat: cresce il reddito delle famiglie, ma consumi stagnanti

Istat: aumenta il reddito delle famiglie ma i consumi ristagnano

Istat: “Nel secondo trimestre reddito disponibile su dell’1,3%, ma i consumi salgono solo dello…

Lo rende noto l'Istat spiegando che "il marcato aumento del reddito", legato "in ampia parte agli incrementi retributivi del pubblico impiego, non si è trasferito sui consumi, risultati quasi stagnanti".

I numeri dell'Istat hanno scatenato l'allarme delle associazioni dei consumatori.

Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici, calcolato come rapporto tra gli investimenti fissi lordi e il reddito disponibile lordo corretto per tener conto della variazione dei diritti netti delle famiglie sulle riserve tecniche dei fondi pensione, nel secondo trimestre del 2018 è stato pari al 5,9%, invariato rispetto al trimestre precedente, a fronte di un aumento degli investimenti fissi lordi dello 0,9% e del già segnalato aumento dell'1,3% del reddito lordo disponibile. La spesa delle famiglie per consumi finali, infatti, precipita da una variazione congiunturale dello 0,8% del precedente trimestre a 0,1%. Per tornare ad un valore peggiore bisogna risalire al primo trimestre 2016, con -0,2%.

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Questi ultimi, a seconda della delibera attuativa, non potranno essere utilizzati nei giorni feriali almeno dalle 8.30 alle 18.30. Morale: grande confusione per gli automobilisti di quelle regioni e in genere per tutti gli automobilisti italiani.


Aumenta il reddito delle famiglie ma, a causa della diffusa incertezza sul futuro, i consumi continuano a restare fermi.

"Più che aiutare a ridurre la pressione fiscale su singole categorie di lavoratori, come le partite Iva, cosa incostituzionale, il governo - afferma l'associazione - dovrebbe aiutare chi ha un reddito basso e ha una maggiore propensione marginale al consumo". "Per far riprendere i consumi nel nostro paese - conclude Rienzi - servono interventi urgenti, a partire dalla liberalizzazione dei saldi e dall'abrogazione di leggi e limiti obsoleti per il commercio, che risente della concorrenza dell'e-commerce".

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