Google+: esposti i dati privati degli utenti

Falla in Google+: «A rischio i dati di 500mila utenti»

Secondo il Wall Street Journal, Google avrebbe scelto di non rivelare la falla e la potenziale perdita dei dati per evitare la gogna pubblica che ha portato perfino Mark Zuckerberg a conferire davanti al Congresso degli Stati Uniti.

Una falla nel software ha messo a rischio i dati di 500 mila utenti di Google+, il social network di Mountain View, ma il gruppo ha taciuto. Lo rivela il Wall Street Journal, precisando che il problema è stato scoperto nella scorsa primavera ma la società non lo ha reso noto temendo un danno di immagine e gravi conseguenza dal punto di vista dei controlli.

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Alphabet ha quindi deciso dipiantare l'ultimo chiodo sulla bara di un esperimento mai decollato, sopprimendo tutte le funzionalità per gli utenti. Un addio che forse non sarà così tanto pianto visto che secondo le analisi realizzate proprio dal team social dell'azienda, il 90% delle sessioni di un utente di Google+, dura in media meno di 5 secondi. Resterà operativa invece la versione per le imprese. La falla, che comunque aveva evitato di toccare i post pubblicati dagli utenti, era poi stata messa in sicurezza durante il mese di marzo 2018 ma in totale silenzio se non dichiarandola apertamente solo a posteriori e nelle ultime settimane. Ora il difetto è stato risolto, chiarisce Google, che ammette anche di aver appreso del bug a marzo, nello stesso periodo in cui Facebook veniva investita dallo scandalo Cambridge Analytica. Sapeva tutto anche l'amministratore delegato di Google Sundar Pichai, avvisato dell'accaduto, a cui è stato consigliato di non divulgare nulla. In particolare le API sono dei protocolli usati dagli sviluppatori di terze parti per interagire coi servizi.

Smith ha difeso la decisione di non rivelare la perdita, scrivendo: "Ogni volta che c'è la possibilità che i dati siano stati colpiti, andiamo oltre i nostri obblighi legali e applichiamo diversi criteri incentrati sui nostri utenti nel determinare se fornire un preavviso".

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