Pensioni.M5s, Boeri difende privilegi

Tito Boeri

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La riforma voluta dal governo "porterà ad avvantaggiare soprattutto gli uomini, con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico. Penalizzate invece le donne tradite da requisiti contributivi elevati (quando hanno carriere molto più discontinue degli uomini) e dall'aver dovuto subire sin qui, con l'opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo più gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione".

Secondo Boeri, il ripristino di quota 100 avvantaggia gli uomini e i dipendenti pubblici ma penalizza le donne e i giovani. Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in audizione davanti alla Commissione lavoro della Camera.

L'Inps esprime chiare preoccupazioni sull'introduzione di quota 100.

Tanto basta a scatenare la replica velenosa di Matteo Salvini, che bolla come "politica" l'analisi di Boeri e lo invita apertamente a candidarsi alle prossime consultazioni elettorali: "Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni".

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Secondo il presidente dell'Inps, il disegno di legge sul taglio alle pensioni d'oro "potrebbe portare a una riduzione della spesa pensionistica inferiore ai 150 milioni l'anno".

Introdurre nel sistema previdenziale la "quota 100", con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi, insieme allo stop all'indicizzazione alla speranza di vita per i requisiti contributivi nella pensione anticipata, porta a un aumento del debito di circa 100 miliardi e, "già nel 2021, a un incremento ulteriore di circa un punto di pil della spesa pensionistica".

Ecco perché, quanto mai in questo momento in cui ci avviamo al pensionamento delle generazioni dei baby boomer e che il numero di contribuenti tende ad assottigliarsi, il presidente dell'Inps è potuto restare in silenzio di fronte alla possibilità di incoraggiare più di 400.000 pensionamenti aggiuntivi. "Rimangono aperte due questioni: le donne, che ben difficilmemte possano arrivare a 38 anni di contributi, e il tema di una pensione di garanzia per i giovani, che schiacciati tra il metodo tutto contributivo e la crescita aspettativa di vita hanno davanti un futuro molto incerto da anziani", ha proseguito Furlan. "È un'operazione che fa aumentare la spesa pensionistica mentre riduce in modo consistente i contributi previdenziali anche nel caso in cui ci fosse davvero, come auspicato dal governo, una sostituzione uno a uno tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro". Boeri sottolinea che si raggiungerebbe questa riduzione della spesa pensionistica solo se il taglio sulle pensioni superiori a 90mila euro annui facesse riferimento all'intero reddito pensionistico e non alle singole pensioni.

Dopo il vicepremier Matteo Salvini, a difendere i provvedimenti in via di approvazione del Governo sono stavolta i deputati M5S delle commissioni Lavoro e Bilancio, secondo i quali "Boeri deve rassegnarsi: l'indirizzo politico del governo lo decidono i cittadini, non un organismo tecnico come quello che presiede". Con la riforma delle pensioni così formulata, a rimetterci saranno principalmente giovani, donne e debito pensionistico. "Quota 100 la ritengo una buona base di confronto".

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