Khashoggi "è stato torturato e fatto a pezzi ancora vivo"

Jamal Kashoggi

Jamal Khashoggi, l Arabia Saudita pronta a confermare l omicidio «per errore»

Emergono nuovi dettagli sulla sorte del giornalista saudita, sparito dal 2 ottobre scorso dopo che si era recato nel suo consolato a Istanbul. Ci pensa Donald Trump, che ieri ha avuto un colloquio con Mohammed bin Salman e, via Twitter, rivela che il principe ha totalmente negato di essere a conoscenza di quanto accaduto a Istanbul: "Mi ha assicurato che indagini piene e complete sono già state avviate e saranno estese con risultati a breve". "Se vuoi continuare a vivere quando torni in Arabia, stai zitto", gli risponderebbe uno dei presunti assassini. Gli aguzzini di Khashoggi gli avrebbero tagliato le dita durante le torture compiute nell'interrogatorio, per poi decapitarlo. La Cnn rilancia fonti turche secondo cui ci sono le prove, rinvenute nel corso delle ispezioni nel consolato, che Jamal Khashoggi sia stato fatto a pezzi per poi essere trasportato in un minivan.

Ieri gli inquirenti sono entrati nella sede del consolato per effettuare una serie di perquisizioni. Il responsabile delle torture sarebbe il dottor Salah Mohammed al-Tubaigy, capo dell'unità forense di Riad. "Prima è e meglio è per tutti", ha spiegato il segretario di Stato Mike Pompeo, che stamani è giunto ad Ankara da Riad per incontrare Recep Tayyip Erdogan. All'incontro erano presenti, tra gli altri, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu e il capo dei servizi segreti, Hakan Fidan.

In riferimento all'accusa di responsabilità nella morte del giornalista Jamal Khashoggi, una fonte governativa saudita ha riferito tra l'altro all'agenzia di stampa ufficiale dell'Arabia Saudita che "il Regno dichiara di rigettare in toto ogni minaccia o sforzo volto a indebolirlo, che sia attraverso la minaccia di sazioni economiche, o con pressioni politiche e false accuse". La sua defezione segue quella di diversi giganti di finanza e media, dopo la sospetta uccisione del giornalista Jamal Khashoggi 15 giorni fa nel consolato saudita a Istanbul.

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E sembra che, per mantenere i rapporti, i genitori stiano organizzando lunghe "sessioni" di videochiamate con Skype . Per un lungo periodo hanno vissuto a Panama, dove il cantante si è trasferito per motivi di lavoro.


Secondo il quotidiano americano una delle persone identificate è un frequente accompagnatore del principe, visto con lui a Parigi e Madrid e fotografato con Mohammed durante le sue recenti visite negli Usa. Il re mi ha detto che Turchia e Arabia Saudita stanno lavorando fianco a fianco per arrivare in fondo alla vicenda. Per il New York Times quattro dei principali sospettati sono collegati al plenipotenziario di casa Saud, il principe ereditario Mohammed bin Salman.

Il filmato a circuito chiuso, trasmesso dai media turchi, mostra l'arrivo a Istanbul dei sauditi sospettati di essere autori dell'operazione contro il giornalista, così come un van che entra nel consolato il 2 ottobre prima di recarsi alla residenza del console.

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