Pensioni, le novità: 4 finestre per l'uscita e quota 100

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Via libera alla manovra, quota 100 da febbraio

Chi attendeva con ansia Quota 100 potrà dirsi soddisfatto. Di conseguenza, la prima finestra utile per i futuri pensionati si aprirà probabilmente entro inizio aprile. E dal prossimo anno dovrebbero partire anche i tagli alle pensioni alte, con un introito di un miliardo in tre anni che però si baserà essenzialmente sull'eliminazione della rivalutazione annuale.

Da quando sarà possibile andare in pensione con Quota 100?

Entrando nel dettaglio delle misure, il taglio delle pensioni d'oro, rilanciato con la gran cassa dal leader 5S e che invece incontra scetticismo fra i leghisti, non sarà contenuto in un decreto legge (dunque non entrerà subito in vigore e non sfrutterà una corsia preferenziale durante l'esame alle Camere), bensì sarà inserito nella manovra facendo "incassare allo Stato un miliardo in tre anni" mentre la riforma della legge Fornero, cavallo di battaglia soprattutto di Matteo Salvini, partirà già da febbraio e non più da aprile come era stato concordato la scorsa settimana.

Con la pace fiscale, spiegano fonti della Lega, che partirà "subito", si potrà sanare il contenzioso con il fisco "pagando il 20% del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria al secondo grado (al primo grado è il 50) senza sanzioni o interessi", riducendo "moltissimo il contenzioso in Cassazione".

Il Governo nel presentare la manovra ha annunciato la proroga dell'opzione donna sottolineando che si permetterà alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, con 35 anni di contributi, di andare in pensione.

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A rigore non potrebbe essere definita una vera quota, perché la somma di 100 non si può conseguire con combinazioni diverse: chi non avrà raggiunto l'anzianità contributiva richiesta uscirà quindi con 63 anni e 38, oppure 64 e 38 e così via. Quota 100 è la principale misura previdenziale introdotta dal disegno di legge di Bilancio approvato l'altro ieri dal Consiglio dei ministri e che entro giovedì dovrebbe essere presentato in Parlamento per l'approvazione entro il 31 dicembre 2018. Di fatto, si tratta per ora di un ripristino della vecchia pensione di anzianità, con il requisito congiunto dei 62 anni di età e dei 38 di contributi.

In sostanza, si agevolerebbero tutte quelle pensioni di importo inferiore a 780 euro, con una differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è.

Se lei, come immagino, accederà alla pensione con quella di vecchiaia o con quella anticipata (visto che le manca un solo anno in entrambi i casi) non avrebbe proprio dovuto preoccuparsi.

Il Governo intende intervenire esclusivamente su quei trattamenti pensionistici che superano i 4.500 euro, in modo da rimodulare le pensioni più elevati e renderli più equi in considerazione dei contributi versati.

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Modifica a cui saranno destinati per il 2019 circa 6,7 miliardi, con un totale che nel triennio arriverà a 20 miliardi. La scelta di lasciare il lavoro prima del previsto porta in dote il passaggio al sistema di calcolo esclusivamente contributivo. Per alcuni profili, infatti, l'anticipo potrebbe superare i 5 anni: "addirittura cinque anni e sei mesi per un trentacinquenne che ha cominciato a 26".

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