Che cosa è questa polemica tra Luigi Di Maio e Mario Draghi

Che cosa è questa polemica tra Luigi Di Maio e Mario Draghi

Che cosa è questa polemica tra Luigi Di Maio e Mario Draghi

"Stiamo facendo una manovra di bilancio che dà alla parte più debole", ha dichiarato Di Maio.

Quanto alle dichiarazioni del presidente della BCE Mario Draghi Savona è perentorio: "Ognuno si assuma le proprie responsabilità".

Non solo in Europa: negli Usa, ad esempio, il presidente Donald Trump ha lanciato un attacco alla Fed senza precedenti, definendo il presidente, peraltro da lui stesso scelto, "una minaccia" per la crescita e la banca centrale "impazzita" perché rialza i tassi. "Non c'è nessuna volontà di uscire dall'euro".

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Con lo zar che sulla tanto chiacchierata ipotesi di un aiutino russo al debito pubblico italiano non chiude la porta: "Non c'è nessuna remora politica all'acquisto dei vostri titoli di Stato, l'Italia ha basi economiche molto solide".


Savona ha richiamato però Draghi a quello che ritiene sia un suo dovere, ovvero intervenire per mettere in sicurezza le banche italiane, proteggendole dalla minaccia spread. "Non ho la palla di cristallo, se sarà 300, 400 o quant'altro". Le banche, guardate, non sono il potere forte in questo paese. Anche senza una recessione economica come quella vista negli anni scorsi che ha fatto schizzare i crediti deteriorati, lo spread potrebbe causare quindi una crisi bancaria di tipo sistemico. "A Renzi riesce meglio fare il presentatore che il politico". "In secondo luogo adottare politiche che riducono lo spread", ha proseguito Draghi.

"Io dico chiaramente che se lo spread si innalza e nessuno interviene per calmierarlo, tipico compito delle banche centrali, la caduta dei titoli mette in difficoltà le banche". Lo ha detto Luigi Di Maio rispondendo alle domande dei giornalisti, a Paternò, su governo e manovra.

Apriti cielo: i Cinque Stelle, che si sentono chiamati in causa, affidano a una nota la loro ira. Le tre misure, aggiunge il vicepremier, "sono collegate perché se mandiamo l'anno prossimo in pensione cinquecentomila persone, si liberano cinquecentomila posti di lavoro, che reinseriremo, con tanti giovani e meno giovani, attraverso la formazione dei centri per l'impiego nel programma del reddito di cittadinanza". Nella riunione odierna il Consiglio direttivo ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% ed a -0,40%. "Non è nei toni che si fa la differenza ma nella capacità di capire che ci sono alcune criticità e nel caso cambiare". La Bce conferma che il Qe proseguirà fino a dicembre e al ritmo di acquisti di 15 miliardi mensili, e "anticipa che in seguito, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine, gli acquisti netti giungeranno a termine".

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