Tap, il documento ufficiale che smentisce Di Maio sulle "penali segrete"

Carlo Calenda

"Ho letto le carte del Tap. Ci sono penali per 20 miliardi di euro", ma Calenda risponde: "La penale non esiste"

"Se l'energia costa meno per famiglie e imprese è solo una buona notizia". Calenda ha detto invece che dovrebbe essere Di Maio a dimettersi, in quanto ha giustificato "la sua promessa non mantenuta inventandosi una carta e delle penali". Per il vicepremier il gasdotto va fatto: "Per quello che mi riguarda sì". Così ha provato a uscire dall'angolo in cui è stato cacciato per il sì del governo al contestato gasdotto. "Non ci sono carte segrete". E in Puglia montano le polemiche per la "giravolta" M5s sul tema.

Nel giro di poco tempo, si fa sentire il suo precedesso al Mef, Carlo Calenda (Pd): "Di Maio si sta comportando da imbroglione, come su Ilva".

"Una eventuale revoca dell'autorizzazione rilasciata e riconosciuta legittima da tutti i contenziosi amministrativi, col conseguente annullamento del progetto, causerebbe una serie di danni a soggetti privati (la società costruttrice, le società che hanno avuto appalti di lavori, gli esportatori del gas azero, gli acquirenti che hanno già firmato contratti di acquisto venticinquennali del gas con consegne del gas in Italia a partire dal 2020) e pubblici, configurando richieste di rimborso degli investimenti effettuati nonché dei danni economici connessi alle mancate forniture, anche al di fuori del territorio italiano, nei confronti dello Stato italiano, attivando cause o arbitrati internazionali in base alle convenzioni internazionali firmate dall'Italia che proteggono gli investimenti esteri effettuati da privati, motivati anche dalla violazione dell'Accordo Intergovernativo sottoscritto e ratificato dal Parlamento italiano".

Tite finalmente si accorge di Allan, l'azzurro convocato dal Brasile
Un inizio di stagione incredibile per il centrocampista del Napoli , finito nel mirino di diversi top club europei. Se però Tite dovesse essere convinto, difficilmente poi vorrà rinunciare all'energia dell'interno del Napoli .


La sigla Tap sta per Trans-Adriatic Pipeline ed è un gasdotto che attraverso Turchia, Grecia e Albania, porterà approvvigionamenti di gas naturale all'Italia e in Europa. La rivolta è in particolare del popolo grillino, del movimento "no tap", e di alcuni esponenti stessi del Movimento 5 Stelle, che negli ultimi anni si sono sempre battuti contro la costituzione della suddetta opera. "Da ministro dello Sviluppo economico - ha dichiarato il leader M5S in questi giorni - ho studiato le carte del Tap per tre mesi. Ma così è, altrimenti avremmo agito diversamente" - ha detto il ministro.

Per questo i No Tap hanno avviato sui social una campagna in cui i volti dei destinatari, tra cui il premier Conte, vengono raffigurati al centro di due loghi: il primo con la scritta "No Tap, né qui né altrove", il secondo "Sì Tap, sia qui che altrove".

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