Di Maio mente: sulla Tap nessuna penale da pagare

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

Lo afferma all'ANSA l'ex ministro del Mise Carlo Calenda a proposito delle dichiarazioni di Di Maio su penali da 20 miliardi in caso di mancata realizzazione della Tap. "Le carte un ministro le legge solo quando diventa ministro - ha infine aggiunto cercando di calmare le acque- e a noi del M5s non hanno mai fatto leggere alcunché". "Questi vili attacchi da tutti i fronti esterni hanno varie conseguenze e state vedendo lo spread che si alza, i commissari Ue che sono uomini di partito che ogni giorno sparano contro l'Italia, le agenzie di rating che o abbassano il rating o parlano di 'outlook negativo' perché alla fine tutti sanno benissimo che i fondamentali dell'Italia sono solidissimi e che non abbiamo alcuna intenzione di uscire dall'euro", sottolinea il vice premier. Il messaggio sulla preminenza degli obiettivi prioritari del governo è stato recapitato e compreso dai riottosi che tuttavia non gettano l'ascia di guerra.

Durissima la reazione del movimento No Tap in Puglia contro i grillini. Per il vicepremier il gasdotto va fatto: "Per quello che mi riguarda sì". "Come sanno anche i bambini senza bisogno di diventare ministri". Il presidente della Camera in più di un'occasione si è trovato dall'altra parte della barricata rispetto a quella del governo, soprattutto sulla gestione dell'immigrazione e che anche nei giorni scorsi dopo la morte di Desirée Mariottini ha detto che "non ci vogliono le ruspe, ma più amore". C'è un eventuale contenzioso con richiesta di risarcimento del danno. TAP nega, sostenendo che l'acqua fosse contaminata già in precedenza, ma senza fornire i dati, dei quali dovrebbe essere a disposizione, dal momento che le prescrizioni imponevano analisi monitoraggio della falda anche ante operam (già dal 2016). Il mio compito è quello di portare il Governo a realizzare il contratto di governo e i punti che ha a cuore il MoVimento 5 Stelle.

Un primo affondo arriva da tre parlamentari pentastellati, i senatori Lello Ciampolillo e Saverio De Bonis e la deputata Sara Cunial, che in una nota attaccano il premier: "Anche Conte sbaglia". Le decisioni nel MoVimento 5 Stelle si prendono sempre a maggioranza e per questo devono essere accettate da tutti i singoli componenti.

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E siccome alcuni episodi non vengono rivisti al VAR, mentre con altre società italiane sì, sono ancora più arrabbiato. Il Torino meritava di vincere, potevamo fare meglio davanti al loro portiere, ma l'avversario era molto forte.


"Vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro - le parole del vicepresidente del consiglio, in visita in Sicilia - ma è così, altrimenti avremmo agito diversamente".

Poco importa a questo punto che la Fattori abbia votato la fiducia al governo Conte e che non si sia dissociata dall'elezione della Casellati.

A mio avviso questi ripensamenti, questa aperta denuncia della superficialità e della scorrettezza degli impegni assunti in campagna elettorale costituisce l'inizio di un processo irreversibile di crisi del Movimento 5 Stelle e comincia, contestualmente, l'esame dei danni enormi arrecati alla crescita e allo sviluppo del Paese.

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