Haddad twitta per congratulare Bolsonaro

Il Brasile vira a destra. Il populista Bolsonaro vince con il 55%

Brasile, l’omofobo estremista Jair Bolsonaro eletto Presidente

Lo ha comunicato la Casa Bianca.

Apparentemente, il successo della Presidenza di Bolsonaro dipenderà dalla sua effettiva capacità di far approvare le riforme, più che dalle sue buone intenzioni.

Intanto in Brasile, da Rio de Janeiro a San Paolo, sono scesi in piazza migliaia di simpatizzanti.

Il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro con il 55,5% dei consensi vince al ballottaggio le elezioni presidenziali in Brasile. Con lui l'odiato "Partido dos Trabalhafdores" che in molti considerano responsabile del disastro economico e sociale in cui è sprofondato il paese. Dopo la vittoria di Duque in Colombia questo risultato rafforza la politica statunitense nell'area.

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La tredicesima frazione sarà ancora di alta montagna con pendenze che arriveranno al 15% da Pinerolo a Cresolo Reale. C'è salita, ma non saranno presenti pendenze insormontabili: probabile che arrivi la fuga al traguardo.


Negli anni di Lula e della Rousseff, si parlava del Brasile come di una "grande democrazia progressista", che grazie al PT aveva lasciato alle sue spalle i peggiori effetti della precedente tecnocrazia liberista subentrata al regime militare in sella fra gli Anni '60 ed '80, ovvero l'enorme ed imbarazzante sproporzione fra pochissimi ricchi e tantissimi poveri, per non parlare del malgoverno dilagante, del trionfo dell'interesse privato delle grandi multinazionali estere su quello pubblico e sociale, a favore di una situazione interna decisamente più equa e promettente: il paese cresceva a due cifre, le storture sociali si ridimensionavano e gli indicatori economici marciavano verso la piena occupazione e una progressiva crescita dello Stato sociale, della sanità e dell'istruzione per fasce sempre più importanti della popolazione.

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Bolsonaro - che arriva al secondo turno delle presidenziali con un vantaggio di almeno 12 punti percentuali su Fernando Haddad, l'erede politico di Lula da Silva - ha voluto assumere un tono meno estremista in una serie di messaggi su Twitter, dopo le critiche rivoltegli per le sue dichiarazioni contrarie all'ordine democratico e alle minoranze etniche e razziali.

Non solo, secondo quanto approntato dal "sicuro" Ministro delle Finanze Guedes durante la campagna elettorale si potrebbe dire addio allo stile di Stato assistenziale come avvenuto negli ultimi 15 anni. "Sono molto grato - ha aggiunto l'ex alto esponente dell'esercito - a tutti voi, per la vostra considerazione, le vostre preghiere e la vostra fiducia", sottolineando che l'esito elettorale ha dimostrato l'effettiva impossibilità di "continuare a flirtare con il socialismo, il comunismo, il populismo e l'estremismo della sinistra".

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