Iaquinta condannato a due anni di carcere: "Io ho vinto un Mondiale"

'Ndrangheta, l'ex juventino Iaquinta condannato a 2 anni di carcere, 19 al padre per associazione mafiosa

'Ndrangheta, 125 condanne nel processo Aemilia: due anni a Vincenzo Iaquinta

Come riporta l'agenzia "Dire", a Iaquinta "senior" è andata notevolmente peggio. Per l'ex bomber bianconero invece i magistrati avevano chiesto sei anni, per fatti relativi alla custodia di alcune armi. Non è chiaro se l'ex azzurro abbia però sentito il verdetto che lo riguarda, perchè subito dopo aver ascoltato quello sul padre ha iniziato ad inveire contro i giudici, per poi essere scortato fuori dall'aula dalle forze dell'ordine. Il padre dell'ex attaccante della Juventus è stato condannato a 19 anni per associazione mafiosa. Il suo sfogo durante la lettura del dispositivo: "Ridicoli, vergogna!".

Le condanne hanno riguardato inoltre i seguenti imputati: Michele Bolognino, ritenuto uno dei presunti capi dell'organizzazione, condannato a 20 anni; Gianluigi Sarcone, condannato a 3 anni e 6 mesi; Gaetano Blasco condannato a 21 anni; Pasquale Brescia condannato a 6 anni; Antonio Floro Vito e Luigi Silipo condannati a 9 anni; Salvatore Silipo condannato a 8 anni; Mario Ursini condannato a 7 anni e 6 mesi; Vertinelli Palmo condannato a 13 anni e 9 mesi; Giuseppe Vertinelli ('82) condannato a 13 anni e 10 mesi; Giuseppe Vertinelli ('86) condannato a 6 e 8 mesi; Mirco Salsi condannato a 4 anni e 6 mesi; e il collaboratore di giustizia Antonio Valerio condannato a 6 anni e 2 mesi.

Federer in finale nella 'sua' Basilea
Un match più complicato del previsto per Federer , che ha vinto il primo set al tie-break. Per il basilese si tratta del 99esimo torneo della carriera.


Non sappiamo neanche cosa sia la 'Ndrangheta, mi hanno rovinato la vita per niente, per due ombrelloni, hanno rovinato la mia famiglia. Noi non abbiamo fatto niente perche' con la 'ndrangheta non c'entriamo niente. Valerio in particolare ha fornito importanti riscontri alle indagini ed arricchito di nuovi elementi il fascicolo d'accusa, portando all'apertura del processo Aemilia 92 sugli omicidi che insanguinarono Reggio Emilia 26 anni fa: fu la resa dei conti tra le cosche Grande Aracri, Dragone, Vasapollo e Ruggiero. A pronunciarla sarà il presidente Francesco Maria Caruso, nominato nel frattempo presidente del Tribunale di Bologna.

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