Manovra: nuova lettera dall'Ue per chiedere lumi su debito

La Commissione Europea ha inviato al Ministero dell'Economia e delle Finanze una lettera - si legge sul sito del Mef - in cui chiede di fornire una relazione sui cosiddetti 'fattori rilevanti' che possano giustificare un andamento del rapporto Debito/PIL con una riduzione meno marcata di quella richiesta. Lo fa sapere, sul suo sito internet, il ministero guidato da Tria.

La lettera inviata lunedì 29 ottobre 2018, e resa pubblica dal ministero il giorno seguente, è firmata dall'italiano Marco Buti, direttore generale degli Affari economici e finanziari della Ue. "Date le dimensioni dell'economia italiana, è anche una fonte di preoccupazione per l'area euro nel suo complesso", rimarca ancora Buti nella lettera.

"Un debito pubblico cosi' elevato - spiega la Commissione - limita lo spazio di manovra del governo per spese più produttive a beneficio dei suoi cittadini".

Nella missiva, inoltre, la Commissione Ue ricorda che "l'ampia espansione di bilancio prevista per il 2019 è in netto contrasto con l'aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio".

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Nella lettera dell'Ue la questione dei tempi torna due volte. Tale relazione, prevista nelle procedure che governano la regola del debito, dovrà essere trasmessa entro il prossimo 13 novembre. La risposta "sarà inviata a Bruxelles rispettando la scadenza indicata".

La Commissione Europea affila le armi e si prepara a usare il pugno duro nei confronti dell'Italia se la sua richiesta di riscrivere un nuovo Documento Programmatico di Bilancio, come il Governo Conte ha lasciato intendere, non verrà accolta.

Intanto è di oggi l'incontro a Berlino tra il ministro dell'Economia Giovanni Tria e l'omologo tedesco Olaf Scholz, nel corso del quale si è parlato anche della Legge di Bilancio italiana, bocciata dalla Commissione Ue. Al centro delle discussioni, poi, la preparazione di Eurogruppo ed Ecofin della prossima settimana: "I temi affrontati sono la riforma dell'Eurozona e il completamento dell'Unione bancaria", si legge nella nota.

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