Banche, indiscrezioni sugli stress test: Ubi promossa

Le banche italiane superano lo «stress test» europeo

Le 4 maggiori banche italiane superano gli stress test, Deutsche fa peggio

Nel momento in cui si stabilisce l'ammanco di capitale delle banche sottoposte ad esame, queste hanno in teoria 15 giorni di tempo per mettere in piedi un piano di allineamento alle richieste europee (un piano che dovrà realizzarsi in 6-9 mesi). Nel caso americano, le banche con asset di almeno 50 miliardi devono condurre sia stress test interni sia quelli della Federal Reserve.

Il bilancio degli stress test agli istituti di credito, con l'ipotesi di leva finanziaria al 2020 per vedere se si sta entro i limiti consentiti, è positivo per le 4 banche italiane sotto esame e negativo per tre banche tedesche, tra cui Deutsche Bank. E "anche a fronte di moltiplicatori peggiori che vengono dai modelli "challenge" della Bce - aggiunge la consulente - si registra un minore scivolamento dei crediti da vivi a deteriorati, e questo comporta minori rettifiche, minor riduzioni dei crediti in bonis, e di conseguenza, una minor contrazione del margine di interesse". Intesa Sanpaolo, UniCredit, Ubi e BancoBpm infatti hanno riportato indici patrimoniali (Cet 1 ratio) superiori alla soglia d'allarme del 5,5% in uno scenario macroeconomico avverso nella simulazione di Eba e Bce. Gli stress test hanno riguardato in tutto le 44 principali banche europee. Così come è altrettanto evidente l'impatto delle indiscrezioni sulle nuvole nere in arrivo per Carige: il titolo è sceso fino a -2 per cento.

Una performance importante, quella delle italiane, anche se si considera che i dati sono stati inviati agli esaminatori europei già da maggio, quando lo spread a dieci anni era schizzato sopra i 300 punti base, per poi raffreddarsi e infine risalire di nuovo a questi livelli. I quattro istituti si piazzano così tutti davanti a Deutsche Bank, 'ferma' all'8,14%. Ancora peggio Nordeutsche Landesbank, il cui dato Cet1 è il più basso fra tutte le banche censite: al 7,07%. Bankitalia ha sottolineato in una nota diffusa pochi minuti dopo la pubblicazione dei risultati dello stress test la "buona capacità di tenuta" del sistema.

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Per Carige - l'altro anello debole del sistema bancario italiano - bisognerà aspettare inizio dicembre, quando saranno comunicate le richieste sui requisiti minimi patrimoniali, i cosiddetti Supervisory review and evaluation process (Srep).

Gli EU-wide stress test dell'Eba, estesi cioè alle banche europee di dimensioni maggiori, furono eseguiti una prima volta nel 2014, poi replicati nel 2016 e sono destinati ad essere ripetuti ogni due anni. Tali banche, spiega l'Eba, coprono circa il 70% del totale delle attività del settore bancario dell'Area euro, degli Stati membri dell'Unione Europea e della Norvegia.

Nello scenario avverso viene ipotizzato per l'UE un PIL in calo dell'1,2% e del 2,2% rispettivamente nel 2018 e nel 2019, e in crescita dello 0,7% nel 2020. Il calo cumulato nel triennio risulta pertanto del 2,7%.

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