Midterm, Trump: repubblicani oltre le aspettative, collaborare coi Dem

Elezioni e Mercati i quattro scenari possibili dal voto di Midterm

I Democratici riconquistano la Camera dopo 8 anni. Ma il Senato resta ai repubblicani

Da Beyoncé a Nick Jonas, da Zendaya a Taylor Swift (che ha fatto il suo personale endorsement al senatore Phil Bredesen), tantissime sono le star che hanno utilizzato i propri social network per documentare il proprio impegno civico. "Siamo tutti stanchi delle divisioni", ha detto. Quattro anni fa solo il 37% degli aventi diritto si presentò alle urne per questo tipo di appuntamento.

Il ragionamento era semplice: il crollo delle presidenziali si spiegava con il profilo di Donald Trump e la sua accentuata radicalizzazione su connotati populisti, non esattamente mainstream nel conservatorismo statunitense. Il paginone si apriva con la seguente domanda a lettere cubitali: "Il 6 Novembre gli Stati Uniti diventeranno una nazione socialista?". E poi, "Cesseranno gli US di essere quel bastione indipendente di libertà, libera intrapresa e capitalismo che ha dato energia al Paese tale da permetterci di ottenere in due secoli e mezzo risultati che gli altri non sono riusciti a raggiungere in due millenni? Si, è possibile". Tanto per farci capire il clima nel quale siamo arrivati a questo Election Tuesday. Sono invece indietro di 17 punti percentuali nel Nordest, di 10 nel Midwest e di 11 punti nel West. Cosa potrebbe succedere? A guardare i nomi sulla carta in teoria moltissimo. Dopo otto anni, infatti, i Dem hanno strappato il controllo della Camera bassa ai repubblicani, che però mantengono il controllo della Camera alta.

Pelosi ha detto anche che la conquista della Camera consentirà di ristabilire i "checks and balances" del governo, ossia i controlli sull'amministrazione che i repubblicani hanno evitato per due anni. Sicuramente, aggiunge, "si può interpretare come un sollievo il fatto che la crisi interna alla famiglia saudita abbia prodotto allentamenti su questioni come Yemen e Siria, ma tutto fino a un certo punto: gli americani non sono disposti ad accettare una decomposizione dello stato saudita" e questo comprende anche continuare a tenere una linea dura contro Teheran. Investigare e ostruire sarebbe la reazione istintiva naturale, ma Trump già minaccia di usarla per costruirci su la sua campagna di rielezione, accusando i democratici di aver paralizzato gli Usa. Obama stesso fece questa sgradevole esperienza di perdere la maggioranza in Parlamento. Mentre alla Camera con lo Speaker uscente, il repubblicano Paul Ryan che non si è ricandidato alle elezioni di ieri, e la leader della minoranza, Nancy Pelosi, destinata a tornare al guida della Camera.

Champions League Juventus-Manchester United 1-2, il tabellino
Lo stesso Mourinho , intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo la gara, ha dichiarato: "Sono stato insultato per 90 minuti". Ma vengo qui come un professionista che fa il suo lavoro e la gente insulta la mia famiglia, per questo ho reagito così.


Quello dei democratici non è stato uno tsunami, ma l'onda blu, almeno alla Camera, c'è stata ed ha travolto tutti e 23 i seggi che dovevano essere strappati ai repubblicani: al termine dei conteggi, probabilmente, i dem riusciranno a guadagnarne almeno 35.

Il Partito Democratico americano ha riconquistato il controllo della Camera, ma fondamentalmente il presidente Donald Trump "ha superato quasi indenne le elezioni di metà mandato, una prova in cui i suoi predecessori hanno avuto seri problemi", spiega a Formiche.net Lucio Caracciolo, direttore della rivista Limes e tra i massimi esperti di geopolitica in Italia. Un tema scottante per i repubblicani che, pur mantenendo la maggioranza, per la prima volta scesero sotto il 50 per cento dei consensi nelle aree suburbane (49% Trump, 44% Clinton).

In verità nessuno è contento, ma nessuno osa lamentarsi.

Latest News