Usa, uno a uno ma non è pareggio

Stacey Abrams e Brian Kemp, candidati-contro in Georgia. John Bazemore-Pool  Getty Images

Stacey Abrams e Brian Kemp, candidati-contro in Georgia. John Bazemore-Pool Getty Images

Senza volerlo il presidente ha galvanizzato un nuovo attivismo democratico isprando centinaia di migliaia di persone infuriate e disorientate dalla sua vittoria elettorale a sorpresa a scendere nell'agone politico per la prima volta nelle loro vite. I cittadini statunitensi sono chiamati a eleggere i 435 membri della Camera dei rappresentanti, un terzo dei membri del Senato (35 in tutto su un totale di 100) e i membri dei parlamenti locali nonché 36 governatori su 50. A guidare l'assalto femminile a Capitol Hill sono soprattutto le candidate democratiche, molte delle quali appartenenti a minoranze etniche. La mobilitazione democratica ha puntato anche su questo, nell'era del MeToo (il movimento che si batte per la denuncia degli abusi): è stata eletta la deputata più giovane di sempre, Alexandria Ocasio-Cortez a New York, e la prima musulmana, Rashida Tlaib, in Michigan. Anche lei musulmana, ha vinto in Minnesota.

Il procuratore speciale ha rispettato il cono di silenzio previsto a ridosso di elezioni, ma tutti si aspettano che ora torni a galla, con nuove incriminazioni. "E io indago i democratici". Guerra aperta. riproduzione riservata ®.

Quello che tuttavia potrebbe apparire come un pareggio, in realtà per il presidente Usa Donald Trump è una mezza sconfitta, sia perché ora la Camera potrebbe fargli le pulci su ogni cosa, sia perché lui stesso aveva eccessivamente personalizzato il voto, mentre ora si ritrova ad essere un'anatra zoppa, con i deputati pronti a mettergli i bastoni tra le ruote. I senatori democratici in tre occasioni non sono riusciti a difendersi, ma erano stati dove la maggioranza politica tra gli elettori è piuttosto cambiata con Trump: Missouri, Indiana e North Dakota.

Il primo segno dell'avanzata democratica alla Camera è arrivato da una corsa per un seggio alla Camera in Virginia, annunciato poco prima delle otto di sera americane: Jennifer Wexton, nei sobborghi della capitale Washington Dc che compongono la decima circoscrizione dello stato, ha detronizzato la repubblicana Barbara Comstock. Considerando che le mid-term elections, in genere, dicono male al presidente in carica, la sconfitta di Trump non sembra poi così tragica, tanto che "Orange Man" ha addirittura potuto parlare di "vittoria" davanti ai media.

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In Florida, uno stato che ha paradossalmente spesso avuto il ruolo di definire, magari per una manciata di voti, l'intero risultato di una competizione presidenziale come nel caso di George Bush e Al Gore nel 2000, il democratico Andrew Gillum era apparso all'inizio destinato a personificare queste speranze.

La rappresentante dei democratici per l'Illinois Cheri Bustos ha commentato la vittoria del suo partito sostenendo che questo cambiamento è stato "alimentato da una massiccia affluenza di donne e sostenuto dai nostri incredibili candidati". La stessa base che ha inondato di dollari in piccole donazioni le casse dei candidati democratici, oscurando i finanziamenti tradizionali dei grandi donatori.

Invece gli elettori dei repubblicani hanno ampiamente premiato il partito di Trump.

Da quel momento, le delusioni per i democratici si sono succedute. A dispetto di alcune previsioni le ultime elezioni di midtermnegli USA scrivono in parte un copione in fondo già visto in tante elezioni precedenti, smentendo alcuni caratteri di eccezionalità che taluni pensavano potessero avere.

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