Deficit italiano: Ue lo rivede al rialzo, pesa la manovra del Governo

Previsioni Ue d'autunno, l'Europa sbatte i numeri in faccia all'Italia

L’Ue taglia le stime del Pil, impennata del deficit: «Possibili ricadute sulle banche»

È racchiusa in questa fase tutta la preoccupazione della Commissione europea, che con le stime economiche autunnali disegna un quadro allarmante per i conti pubblici italiani.

Venendo ai numeri, la crescita dell'eurozona è prevista in calo dal 2,4% del 2017 - il livello più alto in un decennio - al 2,1% nel 2018, poi all'1,9% nel 2019 e all'1,7% nel 2020.

Proprio oggi, il vice direttore generale della Banca d'Italia, Luigi Signorini, in audizione davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato sulla manovra, ha detto: "L'aumento dello Spread è già costato al contribuente quasi 1,5 miliardi di interessi in più negli ultimi sei mesi, rispetto a quanto si sarebbe maturato con i tassi che i mercati si aspettavano ad aprile". Non andrà meglio nel 2019, con un deficit al 2,9% conseguenza delle misure programmate dall'attuale governo italiano: reddito di cittadinanza, riforma del sistema pensionistico, investimenti pubblici. Da Bruxelles il deficit dovrebbe schizzare al 3,1% nel 2020. Tra gli altri rischi negativi per l'economia segnalano la guerra commerciale Usa-Cina e la Brexit. "Non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilità delle nostre previsioni" scrive il premier precisando che "il deficit diminuirà con la crescita e questo ci permetterà di far diminuire il rapporto debito/PIL al 130% nel prossimo anno e fino al 126,7% nel 2021". O tutte le istituzioni (italiane e internazionali) tifano per un fallimento del nostro paese, o qualche correzione il governo gialloverde dovrà forse cominciarla a ipotizzare. Ed ha aggiunto: "Non stiamo parlando di situazioni greche, gli aggiustamenti che possono essere fatti sono tanti e in modo molto più puntuale, senza implicare elementi di emergenza".

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Il compito delle interviste spetta quindi al figlio Davide , il suo secondo, uno che nel 2000 a Perugia aveva 10 anni... Una problematica in più ma siamo stati bravi ad affrontarla e abbiamo dovuto cambiare il modo di giocare.


Su questo punto, in particolare, interviene il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, spiegando che "Le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio (DPB), della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia".

Nuova stangata all'Italia dal'Unione europea. La Commissione riconosce però un qualche effetto espansivo alla manovra (quest'anno la crescita si fermerà all'1,1%), pur notando che "le prospettive di crescita sono soggette a un'elevata incertezza dovuta ai rischi al ribasso".

Secondo l'esecutivo Ue il deficit per il 2019 sarà nettamente superiore al 2,4% stimato dal governo e sfiorerà la soglia massima consentita del 3%, assestandosi al 2,9%.

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