Referendum Atac, Roma al voto

Referendum Atac sul trasporto pubblico, per cosa sono chiamati a votare i romani

Referendum Atac, Roma: orari e sezioni elettorali. Votare Sì o No?

Perché la consultazione promossa dai Radicali fosse valida serviva il 33,3 per cento dell'affluenza, mentre a votare si è recato solo il 16,3 per cento degli aventi diritto. "I romani vogliono resti pubblica", esulta la sindaca Virginia Raggi parlando della municipalizzata che oggi gestisce i trasporti in house.

All'elettore verranno sottoposte due domande: una sull'affidamento dei servizi di trasporto tramite gare pubbliche ("Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?") e l'altra sulla possibilità di creare nuovi servizi di trasporto collettivo non di linea con app o a richiesta ( "Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresi' l'esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?"). L'affluenza alle urne potrebbe però essere stata influenzata anche da alcuni problemi segnalati da cittadini e stigmatizzati dal radicale Riccardo Magi, tra i promotori del referendum: alcuni avrebbero infatti segnalato - come documentato dalla pagina Facebook di Mobilitiamo Roma - di non aver potuto votare in quanto sprovvisti della tessera elettorale, che però non è necessaria per chi è iscritto alle liste elettorali per partecipare al referendum, come tra l'altro scritto in una circolare inviata ai presidenti di seggio. Investimenti pressoché a zero, manutenzioni con il contagocce, disservizi a iosa ogni ora del giorno.

Come per le elezioni e i referendum nazionali bisogna presentarsi al seggio con un documento di identità e la tessera elettorale. L'elettore avrà due schede relative ai due quesiti e dovrà barrare il Si o il No. "Ho votato No perché preferisco non rischiare che un privato finisca a gestire il trasporto pubblico di Roma - dice al Foglio una signora fuori dalle urne - ma sono venuta a votare perché vorrei che Raggi e il Comune sapessero che ci importa di Atac". Votando sì si sceglie di mettere a bando di gara pubblico il servizio, anche diviso in più lotti. "Siamo felici di aver conquistato un'occasione di partecipazione - ha aggiunto - Il mancato raggiungimento del quorum è una sconfitta per l'amministrazione della democrazia diretta, per una sindaca che ha fatto fatica a dire una parola sul referendum". È una società del comune di Roma.

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L'utile netto ha invece toccato quota 1,2 miliardi, mentre l'Ebitda si è rivelato a 6,03 miliardi, in linea col consenso degli analisti.


Magi ha anche criticato l'organizzazione delle procedure di voto.

Come anticipato si vota domenica 11 novembre 2018 nei seggi normalmente utilizzati per le competizioni elettorali. Per il no al referendum i sindacati, LeU-SI, la Lega e il M5S.

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