Haftar va a Palermo: gelo con Sarraj e vertice già in salita

Conferenza Libia Palermo Khalifa Haftar Sicilia Mondo

Khalifa Haftar con Giuseppe Conte. Ma il leader libico non dovrebbe essere a Palermo

In un breve scambio a margine della cerimonia inaugurale, il premier del governo nazionale libico Fayez Sarraj ha riconosciuto a Conte l'importanza dell'iniziativa. E' quanto apprende l'ANSA.

La Conferenza di Palermo non poteva essere "la" conferenza risolutiva dei problemi della Libia. L'Onu, tuttavia, ha annunciato giovedì che il processo elettorale è in ritardo e dovrà prolungarsi fino alla primavera 2019. È vero, l'uomo della Cirenaica non parteciperà alla Conferenza di Palermo con gli altri leader in plenaria (come del resto al-Sisi, principale sponsor del generale di Tobruk, che lascia il suo rappresentante Sherif Ismail) ma la stretta di mano con il premier libico non può che rappresenta un punto di iniziale contatto decisivo per l'evolversi della situazione tra le più complesse al mondo. L'immagine, pubblicata sul sito del governo, mostra i due leader libici sorridenti tenersi la mano con il presidente del Consiglio che le unisce con le sue mani per dare risalto al valore simbolico dell'incontro di Palermo.

Ma vince Khalifa Haftar, che ottiene un riconoscimento internazionale al pari del presidente Al Serraj. Scelta sbagliata per quei due turisti dato che hanno scelto di visitare Palermo e alloggiare a Villa Igeia nei giorni in cui la città è stata militarizzata per l'arrivo di così tanti e importanti rappresentanti da tutto il mondo.

Recensione Honda Accord 2016
Per garantire la sicurezza del conducente e dell'auto, la telecamera posteriore è integrata con dei sensori di parcheggio. A seconda dell'intensità della pioggia battente sul parabrezza, i tergicristalli si regoleranno automaticamente.


Più realistico, dunque, il commento del premier italiano Conte, che dopo aver ricordato che gli incontri di Palermo sono in linea con la Conferenza sulla Libia di Parigi dello scorso maggio, ha detto di non aver mai pensato di avere in tasca la soluzione per la Libia, ma di aver lo stesso voluto promuovere una occasione di "auspicabile sviluppo costruttivo". "Il maresciallo - si precisa - è arrivato in Italia lunedì sera per avere una serie di incontri che partiranno martedì con i capi di Stato e i leader della regione per discutere gli ultimi sviluppi regionali e globali". "Quando si cerca di fare discutere delle parti avverse bisogna tenere conto che certi attriti possono emergere, è prevedibile". Con una nota durissima, Oktay spiega che "la crisi libica non si risolverà se alcuni Paesi continuano ad ostacolare il processo".

Il risultato di questi sforzi diplomatici è racchiuso nella frase pronunciata dal generale: "Non è utile cambiare il cavallo mentre si attraversa il fiume". "Abbiamo frontiere con la Tunisia, Algeria, Niger, Ciad, Sudan ed Egitto e la migrazione illegale viene da tutte le parti", ha aggiunto Haftar a "Libya Hadath" sottolineando che il fenomeno favorisce l'ingresso di miliziani e terroristi islamici. Trovare una compromesso, la cui necessità è stata sottolineata anche dal premier russo Dimitri Medvedev, non sarà facile, anche perché nell'ombra dei conflitti politici si combatte una guerra senza esclusione di colpi per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi libici (l'Eni sfrutta quelli della Tripolitania, la francese Total punta a quelli della Cirenaica, la regione sotto l'autorità di Haftar).

Latest News