Manovra, Olanda e Austria: ‘Italia rispetti le regole o sarà procedura d’infrazione’

Scontro con l’Europa la procedura di infrazione potrebbe costare 60 miliardi l’anno

Tutti contro la manovra dell’Italia L’Austria: procedura di infrazione

"Sono profondamente preoccupato. Ora sta alla Commissione europea fare i passi successivi", si legge ancora nella dichiarazione sulla lettera inviata dall'Italia a Bruxelles.

Il 22 gennaio l'Eurogruppo approverà la proposta e aprirà ufficialmente la procedura d'infrazione contro l'Italia e contro la sua manovra. Le finanze pubbliche dell'Italia sono fuori controllo e i piani del governo italiano non portano una robusta crescita economica. Questo bilancio non soddisfa gli accordi che abbiamo stipulato in Europa. Lo ha detto all'ANSA il vicepresidente della Commissione europea per il mercato digitale, Andrus Ansip, rispondendo a una domanda sulla lettera di risposta sulla manovra italiana.

Gli fa eco il suo omologo olandese. "Una triplicazione del deficit rispetto al precedente progetto del governo semplicemente non può essere accettato". "L'Europa ha imparato le sue lezioni dalla crisi greca".

"Austria e Olanda chiedono procedura di infrazione? Sono tre mesi che la invocano, non è una novità.", commenta il vicepremier Luigi Di Maio. "Ci sono dei grafomani a Bruxelles che ci scrivono letterine e noi educatamente rispondiamo, ma non ci muoviamo di un millimetro".

Torna nel motomondiale Romano Fenati
Tutto inizia con l'esposizione della bandiera nera durante il GP di Misano per il folle gesto compiuto ai danni di Stefano Manzi .


Anche la Commissione europea ha espresso le sue preoccupazioni sul comportamento tenuto dall'Italia. Già ora, in percentuale, gli interessi sul debito pubblico sono una volta e mezzo più alti di un anno fa. "L'impatto è evidente anche nella disponibilità di finanziamenti e nel costo del credito per l'economia reale, che sta iniziando a danneggiare gli investimenti". "Fare debito con i soldi dei contribuenti non è un'idea intelligente - ha aggiunto -".

"Più che mai dobbiamo pretendere disciplina da Roma, non si tratta solo di una questione italiana, ma di una questione europea", sono state le parole del ministro delle Finanze di Vienna, Hartmut Loeger. Come riporta Bloomberg sul suo sito, il capo della Buba evidenzia che "al requisito della riduzione del debito non si deve rinunciare".

Weidmann spiega che con l'espansione economica dell'area dell'euro in corso, nonostante un recente rallentamento, e con la politica monetaria che probabilmente non sarà in grado di fornire molto sostegno se ci sarà una prossima crisi, i Paesi fortemente indebitati come l'Italia dovrebbero cogliere l'opportunità per ridurre il loro fardello.

Latest News