Manovra, tassa sulla Coca Cola

Nella manovra spunta la tassa sulla Coca-Cola

Manovra, proposta Lega-M5s anti Coca Cola: "Tassa su bevande zuccherate per stop Irap a Partite Iva"

Manovra: bibite gassate tassate. Il M5S-Lega propone di tassare le bevande zuccherate come la Coca Cola.

Nel caso in cui le risorse che si dovessero ricavare dall'intervento sulle spese fiscali non fossero sufficienti a copertura degli oneri per lo stop del regime Irap per le partite Iva fino a 100mila euro "è istituita l'imposta sul consumo di bevande ad alto contenuto di zuccheri aggiunti" così dettagliata: mezzo centesimo di euro per grammo di zucchero aggiunto superiore ai cinque grammi ed inferiore ai dieci grammi su 100 millilitri di bevanda; un centesimo di euro per grammo di zucchero aggiunto superiore ai dieci grammi per 100 millilitri di bevanda. Il governo ha deciso di colpire le bevande a base di zucchero, le famose Coca Cola, Sprite, Fanta e via discorrendo, seguendo le orme di quanto già fatto in altri paesi come ad esempio gli Stati Uniti, dove da anni si cerca di combattere la piaga dell'obesità.

Il balzello è già in vigore in altri Stati con il nome di sugar tax.

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Intanto fa scattare i diretti interessati, raccolti dall'associazione confindustriale Assobibe che rappresenta le bevande analcoliche: "Questi prodotti sono già in sofferenza da anni. Questo approccio - che penalizza i consumatori con prezzi più alti, facilita una ulteriore contrazione con inevitabili riflessi su occupazione e investimenti - allontana da una idea di crescita". Tale proposta si trova alla Camera insieme al resto dei temi affrontati sui quali si richiede un intervento mirato.

La Lega ha presentato e poi ritirato un emendamento alla manovra che punta a riscrivere la web tax prevedendo un'aliquota al 6% sull'ammontare dei corrispettivi, al netto dell'Iva, delle transazioni digitali anziche' del 3% sul valore della singola transazione. La proposta prevede che entro febbraio il ministero dell'Istruzione stabilisca le modalità per "la graduale generalizzazione del tempo pieno nella scuola primaria", con la previsione di 2mila maestre in più.

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