Il monito di Draghi: "Paesi ad alto debito più vulnerabili agli shock"

Il presidente della Bce Mario Draghi con il ministro dell'Economia Giovanni Tria

Il presidente della Bce Mario Draghi con il ministro dell'Economia Giovanni Tria

Questo il richiamo sui conti pubblici lanciato dal presidente della Bce, Mario Draghi, che senza menzionare direttamente l'Italia, sembra orientato proprio al suo governo in pieno braccio di ferro con la Commissione europea sulla manovra. Il problema continua a essere l'inflazione che resta ferma intorno all'1 per cento e non ha ancora preso "una tendenza convincete al rialzo".

Durante il convegno quindi ha argomentato: "La mancanza di consolidamento fiscale nei Paesi ad alto debito aumenta la loro vulnerabilità agli shock, che siano auto-prodotti mettendo in forse le regole dell'Unione monetaria, o importati tramite il contagio".

Draghi ha sottolineato inoltre che "fino a questo momento, l'aumento degli spread sovrani è stato in prevalenza limitato al primo caso e il contagio tra i Paesi è stato limitato".

Si avverte un cambio di tono del presidente della Bce che potrebbe avere ripercussioni sulle prossime mosse di politica monetaria, con l'uscita dal Qe programmata a fine dicembre e un ipotizzabile rialzo dei tassi atteso per il prossimo autunno.

Mario Draghi non ha dubbi sulla ricetta che devono seguire i Paesi membri dell'Ue. Non è detto che la legge sulla finanziaria verrà firmata dal Presidente Sergio Mattarella.

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Il pubblico, quindi, dovrebbe assistere ad una serie di esibizioni, durante le quali verranno cantati alcuni brani di successo. A tal proposito, non è escluso che possa intervenire Deianira Marzano , la quale pare sia piuttosto ben informata sui fatti.


"Non c'è assolutamente alcuna ragione per cui l'espansione dell'Eurozona debba interrompersi improvvisamente".

Lo ha confermato oggi a Bruxelles una fonte Ue qualificata che ha detto: "Senza dubbio si parlerà di Italia a margine dell'Eurogruppo, ma non nella riunione dei ministri delle Finanze, perché non è in programma. Ma il consiglio ha anche notato che le incertezze sono aumentato e dunque a dicembre, con le nuove previsioni disponibili, saremo più in grado di fare una piena valutazione".

ECONOMIA - Per quanto riguarda l'economia dell'area dell'euro, sta registrando "un rallentamento graduale" dopo cinque anni di crescita, osserva Draghi, sostenendo che un rallentamento graduale "è normale mentre le espansioni maturano e la crescita converge verso il suo potenziale di lungo periodo ma allo stesso tempo l'espansione nell'area dell'euro è ancora relativamente breve e di dimensioni ridotte".

Di Maio - In serata (da Milano) anche Di Maio si dice preoccupato sulle stesse questioni sollevate dal governatore della Bce: "Sono d'accordo con Draghi".

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