Batterio killer, a rischio 10mila pazienti operati in Veneto

Batterio killer: il Veneto invia lettera a 10mila pazienti a rischio

Batterio killer nei macchinari, il Veneto invia lettere a 10mila pazienti a rischio

Arriveranno lettere a circa 10mila pazienti operati nelle cardiochirurgie del Veneto. La Regione Veneto inoltre, in caso di provvedimenti giudiziari, ha annunciato che chiederà di essere ammessa come parte civile.

Il gruppo Tecnico ha anche sottolineato che "i macchinari presenti nelle cardiochirurgie di tutti gli ospedali veneti sono già stati messi in sicurezza e, in alcuni casi, sostituiti". Viene comunque data a tutti i reparti l'indicazione di collocare tali macchinari, di qualsiasi marca di fabbricazione essi siano, all'esterno della sala operatoria - precisa il Gruppo tecnico -. "La Regione Veneto si sta tutelando nei confronti della ditta produttrice", è quanto comunicato ai pazienti. Verranno contattati per valutare eventuali approfondimenti clinici dal batterio Mycobacterium chimaera presente in uno strumento per cardiochirurgia malfunzionante.

Come hanno reagito le autorità e quali misure immediate sono state adottate?

Informazioni dal Ministero della Salute. Altri quattro saranno trattati in Day Hospital al Ca'Foncello di Treviso, che ha messo a disposizione un ambulatorio dedicato, due si sono sottoposti al test a Mestre e altri lo saranno in Azienda ospedaliera a Padova.

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Erano state notate aggirarsi con fare sospetto tra gli scaffali del supermercato dalla guardia giurata del centro commerciale. Rincorso dai commessi, è poi stato arrestato dai carabinieri.


Nonostante ciò secondo gli esperti la probabilità di contrarre un'infezione provocata da questo temibile batterio killer è molto bassa.

Gli interventi mondiali "a cuore aperto" invece sono circa un milione e mezzo all'anno mentre nel nostro Paese sono circa 40mila. Tutte le categorie professionali interessate sono state informate della situazione e hanno ricevuto raccomandazioni sull'uso e la manutenzione delle macchine per l'ipotermia; è stata inoltre intensificata la sorveglianza.

Quanti pazienti sono stati infettati? In Svizzera non sono stati finora diagnosticati casi d'infezione nei pazienti operati dopo l'attuazione delle misure di prevenzione decise nel 2014. Il batterio può manifestarsi anche a distanza di anni. Fatto sta che l'allarme non poteva scoppiare in un periodo più sfavorevole - avverte Marasca - cioè all'inizio della stagione influenzale, quando i sintomi di stanchezza, febbre e sudorazioni indotti dal batterio possono essere confusi con quelli scatenati dal virus.

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