Hiv, oltre 3mila nuovi casi in un anno

HIV e AIDS

HIV e AIDS

Secondo Henrietta Fore, direttore generale Unicef, il rapporto mostra in maniera chiara che "il mondo non è sulla strada giusta quando si tratta di porre fine all'Aids tra i bambini e gli adolescenti entro il 2030". "Sono numeri equivalenti a quelli di un vaccino". E se in termini assoluti il picco di contagi si registra tra i 30 e i 39 anni di età, il rischio massimo (in termini di incidenza) si osserva invece nella fascia dei 25-30enni. La campagna è stata realizzata grazie al sostegno di M.A.C. Cosmetics che da anni sostiene Anlaids: il 100% del ricavato dal prezzo di vendita di ogni rossetto viva glam, per esempio, è destinato a un fondo per l'Aids. Le evidenze scientifiche suffragate da ECDS di Atlanta dimostrano come le persone in trattamento stabile non siano più contagiose, ma il punto è che esiste a tutt'oggi una grossa fetta di sommerso: coloro che ignorano di aver contratto il virus, perciò lo sforzo della comunità scientifica è volto ad indirizzare la prevenzione soprattutto verso le fasce di popolazione più a rischio.

Hiv e Aids non sono la stessa cosa: la sigla Hiv sta per "Human Immunodeficiency Virus", ovvero un virus che dal 1986 è stato denominato Virus dell'Immunodeficienza Umana. Sempre dai dati regionali diffusi anche nel 2017 la componente maschile tra i casi di nuova diagnosi di hiv è nettamente prevalente (78%) - 198 persone. Per questo molti che sono sieropositivi, non hanno ancora scoperto di esserlo perché non hanno fatto un test per l'Hiv. La procedura è indolore e il risultato si ottiene in venti minuti. Il test è gratuito e anonimo. È difficile però portare avanti il nostro progetto: sono davvero pochi i dirigenti scolastici e i docenti che scelgono di dare spazio a programmi sulla prevenzione, esponendosi alle critiche di chi ha paura di parlare di sessualità a scuola.

E ancora, si crede che l'Hiv sia un problema solo degli omosessuali e di chi va con le prostitute. Le persone straniere con Hiv sono poco meno di un terzo del totale (31%), sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. Dunque l'Hiv è il retrovirus che dà origine a infezioni croniche che il sistema immunitario non è in grado di respingere. Secondo i dati dell'Iss, dalla metà degli anni '80 a oggi i casi di infezione da Hiv trasmessi attraverso rapporti eterosessuali sono notevolmente aumentati.

Scontri a Parigi tra gilet gialli e polizia
Dopo 3 ore di tafferugli tra gilet gialli e forze dell'ordine sale a 33 il numero dei fermi nella zona degli Champs-Elysees. Gli agenti mobilitati nella capitale, per una manifestazione per la quale non è stata chiesta l'autorizzazione, sono 5mila.


"In Italia abbiamo ogni anno 3500/4000 nuove diagnosi, un dato praticamente costante negli ultimi anni: è evidente che le istituzioni non stiano facendo nulla di significativo per la prevenzione". Viceversa, la proporzione di casi tra i consumatori di sostanze per via iniettiva è diminuita dal 76,2% nel 1985 al 2,8% nel 2016.

"Per esempio usare Hiv e Aids come sinonimi o costruire casi mediatici su "untori" che balzano agli onori della cronaca giudiziaria". Mentre in Italia l'incidenza di nuove infezioni si è progressivamente ridotta da 6,8 nel 2010 a 5,7 nel 2016, in Sicilia il trend è inverso con un'incidenza che è aumentata da 3,5 nel 2010 a 6 casi per 100.000 abitanti nel 2016 e nel 2017 la tendenza è in aumento (verso 7 casi ogni 100 mila abitanti). L'Aids "identifica uno stadio clinico avanzato dell'infezione ed è una sindrome che può manifestarsi nelle persone con Hiv anche dopo diversi anni dall'acquisizione dell'infezione".

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